Sud chiama Nord, in lista D’Amico e Edda Giuberti

L'AQUILA. Il movimento "Sud chiama Nord" ha, nel proprio simbolo il concetto legato ai sindaci «in quanto lo propone, ai cittadini, come istituzione a loro più vicina e rappresentativa, con l'intento...
L'AQUILA. Il movimento "Sud chiama Nord" ha, nel proprio simbolo il concetto legato ai sindaci «in quanto lo propone, ai cittadini, come istituzione a loro più vicina e rappresentativa, con l'intento di impostare l'azione politica con pragmatismo e autonomia dei territori, salvaguardando il bene comune con la lotta alle mafie, ai conflitti di interesse e alla burocrazia». In Abruzzo il movimento candida al proporzionale Camera Stefano D'Amico, 42 anni, residente a Castel di Sangro, Edda Giuberti, 43 anni, residente a Rapino, Rossella Sorce, 36 anni, residente a Palermo e Fabrizio Maccarrone, 49 anni, residente a Catania. All'uninominale alla Camera sono candidati Edda Giuberti, per i collegio 1 Chieti, Rossella Sorce, collegio 2 Pescara-Teramo e Stefano D'Amico, collegio 3 L’Aquila-Teramo. Il movimento non ha candidati al Senato. «Più autonomia e meno burocrazia», lo slogan di Sud chiama Nord per «non esaltare le differenze tra le diverse aree del Paese, ma al contrario ridurle: più poteri alle autonomie locali significa anche immaginare un ruolo centrale dei sindaci», si legge nella nota del movimento, «ai quali vanno attribuiti maggiori poteri anche in materia di tutela dell’ordine pubblico. Il patto di solidarietà Sud -Nord da noi immaginato non si risolve in una semplice invocazione di risorse finanziarie, ma anche nella dotazione di infrastrutture materiali e immateriali, nel completamento della digitalizzazione dei servizi e nell’effettivo riconoscimento delle autonomie regionali, insieme all’eliminazione della frammentazione di competenze tra le regioni e gli enti locali».
Sud chiama Nord si dice anche «favorevole ad una riforma elettorale e costituzionale che dia un ruolo più autorevole al Presidente del Consiglio dei Ministri» e infine «insieme al migliore utilizzo delle risorse del Pnrr» e pone «al centro il problema del lavoro con l’adozione di un Piano decennale per l’occupazione». (m.p.)

