Sui bus senz’aria condizionata tra guasti e proteste di chi viaggia

Autisti col ventilatore per difendersi dall’afa mentre gli utenti aprono i finestrini e usano i ventagli Disagi per i passeggeri delle linee 3/ e 5 che segnalano continui problemi ai mezzi e alle macchinette
PESCARA. Le signore tirano fuori il ventaglio dalla borsetta. E gli autisti dei bus estraggono dal borsone piccoli ventilatori di plastica che posizionano sul cruscotto per combattere gli oltre 30 gradi dell’abitacolo quando fuori le temperature sono «da sfiatarsi».
È così che utenti e personale delle linee urbane Tua si difendono dal caldo che toglie il respiro nei bus dove non funziona la climatizzazione, seppur con i dispositivi azionati.
Ieri (ore 12.49) sulla linea 5 (ospedale, Colli Innamorati), in partenza dal terminal bus della stazione, l’aria condizionata non ne voleva sapere di entrare in funzione. Gli adesivi appiccicati sui vetri pregavano l’utenza di “lasciare chiusi i finestrini” con la “vettura climatizzata”. Qualcuno, con un pennarello, ha aggiunto ironicamente un «così vi sfiatate» che ha fatto sorridere i passeggeri. I quali hanno viaggiato, di lì a pochi minuti, con i finestrini completamente aperti. Prima della partenza, anche il tettuccio è stato sollevato per consentire un maggiore ricambio di aria.
«Non è possibile stare con i finestrini sigillati, non si respira con i condizionatori guasti», hanno commentato Alessia Ciaramellano col ventaglio in azione e Lorena Jilcu di Pescara, frequentatrici della linea 5.
Il bus in questione (numero 438) conta, come si legge su un cartello, 22 posti a sedere, 89 in piedi, 112 totali con un posto riservato ad un disabile in carrozzella.
Oltre agli impianti di condizionamento rotti, anche i bus si guastano in corsa. Lo racconta la viaggiatrice italo-spagnola Sonia Faccia, che tira fuori il ventaglio dalla borsetta per contrastare le folate di vento bollenti che entrano dai finestrini aperti: «Mi è capitato più volte di dover scendere da un autobus che si ferma all’improvviso e attendere il successivo in sostituzione. Sono macchine e ogni tanto si rompono» ha sottolineato, garbata.
Cambio linea. Alle 13.43 il viaggio del Centro nei tanti disservizi lamentati e segnalati quotidianamente dai passeggeri, continua sul 3 barrato che dal terminal bus della stazione si dirige verso il capolinea di Cappelle sul Tavo- Santa Lucia. Un’oretta di viaggio attraversando due città, Pescara e Montesilvano, lungo la nazionale e la Vestina.
Jimmy Mosele è un giovane turista lombardo. Si avvicina alla vidimatrice per fare il biglietto (sul bus è possibile alla tariffa di un euro e 50 centesimi, mentre a terra il ticket costa 1 euro e 20), ma i suoi 50 centesimi vengono risputati continuamente dalla macchinetta. Gli va in soccorso Asia, 21 anni, residente a Montesilvano, studentessa di Psicologia alla D’Annunzio di Chieti e cameriera a Francavilla. Apre un portafogli colmo di monetine e ne offre una al ragazzo. Poi spiega perché è così fornita di monete: «Sono stata multata per 50 euro da un rigido controllore. Mi mancavano solo 10 centesimi per fare il biglietto, ma non ha avuto pietà. Peccato non avergli detto quante volte la vidimatrice mi frega i soldi e non mi ridà il resto indietro e sono costretta ad avvisare l’autista per non essere sanzionata di continuo». Lo sfogo della ragazza è inarrestabile: «Questi bus fanno schifo, puzzano e sono sporchi. Senza l’aria condizionata ci si sfiata, quando funziona si gela. Le corse saltano spesso per il caldo, i biglietti aumentano di continuo, gli autisti frenano di botto e i ritardi sono inspiegabili». I passeggeri delle linee, 3 e 11, hanno riferito, invece, che i bus sono in orario. Anche se ieri, poco dopo le 11, la romena Alina Monteanu e la signora Wilma di Santa Filomena, sono rimaste a bollire sotto il sole alla fermata 263 (senza pensilina) sulla Nazionale perché il 3 barrato ha tirato dritto: «Non abbiamo alzato la mano ed è scappato», hanno annotato. Gli autisti, che trovano refrigerio nei ventilatori quando la climatizzazione è off, hanno spiegato che stoppare il bus con mano e braccia alzati è importante perché le «fermate sono a richiesta».

