Sui tetti del borgo vietati pannelli e condizionatori

20 Novembre 2020

Città Sant’Angelo: decisione del consiglio comunale a tutela del centro storico L’assessore: «Non sono più consentite installazioni che intacchino il decoro»

CITTÀ SANT’ANGELO. La salvaguardia dell'immagine del borgo di Città Sant'Angelo passa anche dalla tutela del patrimonio edilizio. Dev’essere stata questa la ragione che ha convinto l’amministrazione comunale a mettere in piedi una serie di iniziative per evitare che l’intervento dell’uomo possa andare a intaccare le bellezze medievali presenti nel centro storico, tanto esaltate qualche tempo fa dalla rivista Forbes.
Nell'ultimo consiglio comunale si è deciso per lo stop all’installazione di pannelli fotovoltaici, quello dei condizionatori e soprattutto per il no all’eventuale cappotto termico degli edifici, argomento quanto mai attuale anche a seguito del bonus del 110 per cento introdotto dal governo. «Abbiamo voluto mettere un brusco freno ai troppi interventi che in questi anni hanno interessato le tante costruzioni medievali che compongono il borgo», spiega l'assessore Marcello Di Gregorio. «Da adesso in poi, nel centro storico non è più consentito installare condizionatori sulle pareti o pannelli fotovoltaici sui tetti, almeno in quei punti che possono andare a intaccare il decoro pubblico». Il divieto ha valenza esclusivamente per il futuro, visto che chi ha già provveduto a interventi di questo tipo non avrà alcun obbligo di rimuoverli. L’assessore prosegue: «Abbiamo deciso di intervenire in un momento in cui in molti, complice il bonus del governo, possono pensare di andare a realizzare cappotti termici alle loro abitazioni, deturpando l'immagine medievale del borgo e soprattutto dovendo per forza di cose allargare la propria volumetria».
Accanto ai divieti però, è lo stesso assessore ad annunciare l’introduzione di misure per rivitalizzare il centro storico: «Con la stessa delibera sono stati introdotti degli incentivi per la ristrutturazione degli immobili e soprattutto un abbattimento del 40 per cento dei costi che riguardano il cambio di destinazione d’uso. Ci sono diversi magazzini, di fatto inutilizzati, che potrebbero essere trasformati in attività commerciali o ricettive. Vogliamo offrire un’opportunità a chi ha intenzione di investire sul territorio, anche in vista di una ripresa del commercio e del turismo».
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