Sull’area di risulta si va avanti: finite le analisi, parte la bonifica

27 Febbraio 2023

Terminati gli esami del terreno per verificare i livelli di inquinamento del suolo e le zone da risanare Entro domani un vertice tra Regione, Provincia, Comune, Asl e Arta per mettere a punto un progetto 

PESCARA. L’amministrazione comunale procede spedita per realizzare il sogno, atteso da trent’anni, di riqualificare l’area di risulta. Le caratterizzazioni del terreno, ossia le analisi per individuare i livelli di inquinamento del sottosuolo, sono terminate. Ora comincia la bonifica.
Entro oggi o domani (sabato l’appuntamento non era stato ancora fissato) si svolgerà un vertice tra i rappresentanti della Regione, Provincia, Comune, Asl e Arta per esaminare i risultati degli esami e per elaborare un progetto. Lo ha rivelato il dirigente del Comune, incaricato di seguire la riqualificazione dell’area di risulta, Giuliano Rossi, che sarà presente alla riunione.
La bonifica non sarà cosa semplice. Sono previsti 200 giorni per effettuare l’attività di risanamento dei terreni per lotti di intervento. Bisogna ricordare che in passato nell’area di risulta c’erano i treni e, quindi, il terreno presenta tracce di idrocarburi e di altre sostanze chimiche. A disposizione ci sono 2,8 milioni di euro stanziati dalla Regione.
Nei mesi scorsi, sono state eseguite nuove e approfondite analisi ambientali, già peraltro realizzate parzialmente nel 2017, in collaborazione con l’Arta che ha effettuato prelievi di campione di terreno e di acqua di falda in contraddittorio. Prelievi eseguiti da una ditta incaricata dal settore Mobilità e verde, guidata dal dirigente Giuliano Rossi, e supervisionati dall’ingegnere incaricato dall’ente Giovanna Brandelli con il supporto del servizio Vulnerabilità del territorio e qualità dello sviluppo.
Inizialmente, tutto questo avrebbe dovuto svolgerlo un privato. Infatti, l’amministrazione comunale intendeva bonificare e riqualificare l’intero sito con un appalto di concessione lavori che prevedeva l’intervento di un privato. Ossia una società che si sarebbe dovuta occupare dapprima della caratterizzazione e bonifica dell’area e, successivamente, della progettazione e della realizzazione delle opere. Il tutto a carico del medesimo soggetto, che doveva quindi finanziare sia la bonifica ambientale, che la progettazione e la realizzazione delle opere, la cui copertura economica doveva derivare interamente dagli utili provenienti nel periodo di gestione, carico del privato, delle strutture realizzate per un totale di 18 anni.
L’appalto di concessione lavori, però, è andato deserto. Così il Comune ha deciso di realizzare la bonifica e una parte del progetto con un finanziamento regionale. Attualmente, l’amministrazione comunale dispone di 20 milioni , di cui 16,9 finanziati dalla Regione e il resto dalla fondazione PescarAbruzzo. Soldi che saranno utilizzati dapprima per la bonifica ambientale e, successivamente, per la realizzazione delle opere mediante appalti per la progettazione e l’esecuzione. Da questi appalti, spiega l’ente, sarà pertanto esclusa la concessione per la gestione del sito e delle opere realizzare che rimarrà, almeno per il momento, in capo al Comune.