Sulla riviera nasce la Passeggiata Eriberto

31 Luglio 2010

Un tratto del lungomare Nord intitolato al balneatore scomparso nel 2008 a 77 anni

 PESCARA. Vulcanico, imprevedibile e fantasioso. Un uomo che con la sua tenacia e la sua voglia di fare sapeva sorprendere e incantare la città. Da ieri mattina, Eriberto Mastromattei ha un pezzo di riviera intitolato a suo nome.  L'indimenticato balneatore pescarese ogni anno lasciava a bocca aperta i bambini di ogni età nei panni di una singolare befana venuta dal mare. La Passeggiata Eriberto si estende dalla spiaggia libera, all'altezza della rotonda di piazza Duca, fino allo stabilimento di famiglia, il Jambo, lungo il litorale nord di Pescara. Il tratto di lungomare, che negli anni lo ha visto protagonista della vita sociale e imprenditoriale della città, è stato inaugurato da una folla di amici e parenti che ha assistito alla cerimonia ufficiale, presieduta dal sindaco Luigi Albore Mascia. Erano presenti l'assessore regionale al Bilancio Carlo Masci e i rappresentanti della Direzione marittima. «E' un gesto bellissimo dell'amministrazione comunale», dice commosso Luca Mastromattei, figlio del balneatore scomparso nel 2008 a 77 anni, un anno dopo un tragico incidente, «Finché avrò la forza, collaborerò con Pescara per portare avanti i progetti di papà. Era un uomo eccezionale, che ha saputo conciliare i propri sogni con quelli della cittadinanza. Pescara lo ha capito e tantissima gente conserva intatto il suo ricordo».  Il maltempo non ha interrotto la cerimonia. Sulla riviera nord c'erano i figli di Eriberto, Luca e Anita, la moglie Renata Iacone ed Elisabetta Mastromattei, sorella dell'eccentrico balneatore. «Un uomo vulcanico, precursore delle tendenze cittadine, esperto della vita economica e sociale», sottolinea Mascia, «Una presenza incisiva e fattiva. Un simbolo per tutti noi. Con la sua personalità coraggiosa ha lasciato un ricordo indelebile. Era avanti di 30 anni. Di Eriberto si parla ancora e si continuerà a parlare a lungo».  L'omaggio arriva dopo l'assegnazione del Ciattè d'oro «per la fantasia e il valore dimostrato come imprenditore e come uomo, non abdicando mai al suo temperamento imprevedibile».

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