«Sulla riviera sud spunterà un altro muro di cemento»

PESCARA. Scoppia la polemica all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che dà il via libera alla costruzione di uffici e negozi accanto all’ex Cofa. Si tratta del progetto della società...
PESCARA. Scoppia la polemica all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che dà il via libera alla costruzione di uffici e negozi accanto all’ex Cofa. Si tratta del progetto della società Pescaraporto, di Milia e Mammarella, bocciato inizialmente dal Tar, che aveva annullato i permessi per costruire. Ora quella decisione è stata ribaltata. Critico l’ex consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. «La società dei figli dell'avvocato difensore di D'Alfonso e di tanti altri politici abruzzesi», ha affermato, «ha vinto al Consiglio di Stato e quindi potrà costruire sulla riviera sud (lato mare) accanto alle aree ex Cofa tre palazzi alti 21 metri. Quando passeranno davanti a quel muro di cemento sul mare, i pescaresi potranno prendersela con Comune, Regione e Parlamento che hanno fatto di tutto per rendere possibile un intervento illegittimo». «Ma non basta prendersela con l'amministrazione di centrodestra che rilasciò il permesso e quella Alessandrini che lo ha difeso», ha aggiunto, «in soccorso di Milia-Mammarella è sceso in campo il Parlamento con un emendamento alla Legge di stabilità con un’interpretazione autentica che sembrava scritta ad hoc per sbloccare il progetto. Polemici anche i 5 Stelle. «Il Comune ha addirittura appoggiato un ricorso alla sentenza del Tar per permettere la costruzione di questo ennesimo ecomostro sulla costa abruzzese», ha osservato la consigliera Erika Alessandrini. «Abbiamo presentato un emendamento alla Legge di stabilità 2015 finalizzato ad abrogare il regalo ai cementificatori fatto dal Pd esattamente un anno fa», ha rivelato il deputato Gianluca Vacca.
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