Sulpizio: un nuovo progetto per ultimare i 64 alloggi

PESCARA. Il Comune spiega i motivi dei ritardi clamorosi accumulati nella realizzazione di due palazzi tra via Tavo e via Tronto, che dovrebbero ospitare 64 alloggi popolari, ma i cui lavori sono...
PESCARA. Il Comune spiega i motivi dei ritardi clamorosi accumulati nella realizzazione di due palazzi tra via Tavo e via Tronto, che dovrebbero ospitare 64 alloggi popolari, ma i cui lavori sono fermi da anni, come ha denunciato l’associazione di consumatori Adiconsum.
La fine era prevista per il 2011, nell’ambito della procedura (finanziata dallo Stato) del cosiddetto contratto di quartiere 1 localizzato nel piano di recupero urbano del quartiere 3, ma il caso è finito in Tribunale e ora si punta a far ripartire tutto. «I tempi», dice l’assessore Adelchi Sulpizio, «procedono a rilento ma non per negligenza dell’amministrazione che, il 5 ottobre 2012, ha chiesto la risoluzione del contratto».
Si è arrivati, dice sempre Sulpizio, a «una risoluzione in danno per grave inadempimento agli obblighi contrattualmente assunti» a seguito della quale la società esecutrice dell’intervento «ha presentato ricorso al Tribunale dell’Aquila e questo, a sua volta, ha nominato un consulente tecnico per la valutazione delle osservazioni formulate dalle parti». In quella sede è stato messo a punto «un prospetto riepilogativo dei risultati economici accertati, relativi alla consistenza delle lavorazioni eseguite dall’impresa e le lavorazioni necessarie per il ripristino della conformità delle opere» e il quadro risulta «favorevole al Comune per le gravi inadempienze da parte dell’appaltatore».
A seguito di questa procedura «l’amministrazione ha promosso un’azione risarcitoria contro la ditta esecutrice per un ammontare di un milione e 36mila euro 684,63 e l’ultima udienza risale a pochi giorni fa, il 19 febbraio». La vicenda non è ancora conclusa, su questo fronte, ma il Comune si è mosso anche in un’altra direzione. «È stato dato mandato informale all’associazione temporanea di imprese di ingegneria per arrivare a una nuova progettazione esecutiva entro il 30 marzo. Il mandato non è stato ancora ufficializzato» ma si può prevedere che, «una volta partita la nuova procedura, «i lavori potrebbero essere svolti in un anno e gli edifici arrivare alla destinazione prestabilita, con la consegna all’Ater per le assegnazioni».
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