Super ospedale, Pescara lancia la sfida

6 Dicembre 2017

Domani gli Stati Generali della sanità: medici, politici e associazioni vogliono escludere definitivamente Chieti

PESCARA. Pescara lancia la sfida finale alla Regione e convoca gli Stati Generali della Sanità. L’obiettivo è quello di escludere Chieti dalla partita del Dea di secondo livello, il super ospedale dell’area metropolitana che l’assessore regionale, Silvio Paolucci, vuole che sia condiviso tra le due città, mentre medici e terzo settore pescaresi dicono di no.
ALLE 16 L’AFFONDO. «La signoria vostra è invitata a partecipare all’incontro programmatico per la salvaguardia dell’Ospedale di Pescara», è il tam tam, partito ieri, per la riunione che si annuncia affollata di domani alle 16 nella Sala dei Marmi della Provincia di Pescara. La Consulta Clinica per l’Ospedale di 2° livello e il Comitato per la Salvaguardia dell’Ospedale di Pescara, chiamano a raccolta medici, politici, associazioni di consumatori e di malati «alla luce della bocciatura, da parte dei ministeri della Salute e dell’Economia, della delibera regionale 271 del 2017, che assegna il Dea di secondo livello ai due ospedali di Pescara e Chieti».
I SOSPETTI DI CIOFANI. «Abbiamo invitato anche i rappresentanti dei movimenti pro ospedali di Popoli e Penne. Ma ci preoccupa la strana convergenza sul Dea di secondo livello dell’assessore alla Sanità, Paolucci, del presidente della Commissione regionale di controllo, Mauro Febbo e della consigliera regionale dei 5 Stelle, Sara Marcozzi, tutti e tre di Chieti, che non assumono una posizione di terzietà correlate al loro ruolo», afferma Antonio Ciofani, della Consulta, che in 8 punti riassume la posizione pescarese.
1) «Il decreto Lorenzin prevede che i Dea di secondo livello siano localizzati in strutture ospedaliere (e non in coppie o gruppi di strutture!) che abbiano tutti i reparti ad alta intensità e almeno 70 mila accessi annui al pronto soccorso».
2) «L’ospedale di Pescara è l’unico ad avere il requisito numerico (98.000 accessi), Chieti ne ha 62.000, L’Aquila 46.000 e Teramo 41.000. Inoltre ha tutti i reparti tranne Cardiochirurgia».
3) «Il decreto regionale 79/2016 prevede, a pagina 23, che il Dea di secondo livello dell’area Pescara/Chieti sia localizzato nella struttura ospedaliera con il maggior numero di Hub dei servizi tempo-dipendenti, che sono tre (politrauma, emergenze craniche e emergenze cardiache)».
4) «Il Tavolo interministeriale governativo Salute ed Economia ha deliberato, nella seduta del 27 luglio scorso, che l’Abruzzo deve attuare quanto scritto a pagina 23 del decreto regionale 79».
5) «La Commissione regionale Pescara/Chieti, istituita per individuare dove va localizzato il Dea di secondo livello, ha formalizzato, che a Pescara ci sono due Hub tempo dipendenti su tre, ed il terzo è condiviso con Chieti. Dunque il maggior numero di Hub tempo dipendenti si trova a Pescara».
6) «In estate però la Giunta regionale vara la delibera 271/2017 che indica due Dea di secondo livello: uno cardiologico a Chieti e l’altro politrauma e cranico a Pescara».
7) «Questa delibera è stata bocciata dai ministeri della Salute e dell’Economia, attraverso la Direzione generale Programmazione Sanitaria, il 13 novembre scorso».
8) «La presa di posizione dei due ministeri ci induce ad inasprire l’azione per la difesa di un corretto utilizzo delle risorse finanziarie del Servizio sanitario nazionale»
PAOLUCCI VA AVANTI. «Difendo la nostra programmazione della rete ospedaliera, approvata e validata dai Ministeri, soprattutto per quanto riguarda la scelta dei Dea di secondo livello, scelta che non può essere imposta dall’alto con un tratto di penna, come se dovessimo assegnare targhe o medagliette», ribatte l’assessore alla Sanità, Paolucci, che sottolinea: «In un recente confronto con il Ministero le argomentazioni rese in ordine alla presenza delle reti tempo-dipendenti sono state ritenute soddisfacenti».
PARLANO I NUMERI. L’assessore attacca: «Il decreto ministeriale sulla rete ospedaliera va letto, non solo strumentalmente come si sta facendo per quanto riguarda la denominazione delle strutture ospedaliere, ma per i veri obiettivi che impone alle regioni, e cioè rendere più specifica la missione assistenziale affidata ai singoli ospedali, secondo livelli di complessità crescente, dimensionando le discipline in base ai bacini di utenza».
TUTTI PROMOSSI. «Nessuno dei quattro capoluoghi di provincia è stato penalizzato nella sua specifica vocazione», continua Paolucci. «L’ospedale di Pescara è stato identificato, tra l’altro, nella nostra programmazione come Centro Trauma ad Alta Specializzazione, un riconoscimento importante di elevata complessità visto che è riservato a presidi con un bacino di utenza ben maggiore. Il Presidio di Chieti vede conservato e valorizzato uno standard qualitativo e quantitativo idoneo a un Dea di II livello, come richiesto dal Decreto ministeriale, ossia una attività di ricerca, didattica e di assistenza sanitaria, come è stato da noi sottoscritto nel Protocollo di intesa Università-Regione». Sulla tempistica, Paolucci spiega di aver sollecitato i due manager Asl. E conclude: «La connessione funzionale tra i presidi di Chieti e Pescara è logicamente ed efficacemente realizzabile».