Supera il Covid e festeggia con gli amici

22 Agosto 2020

Prima il ricovero e poi l’isolamento. Simone Pignoli, 45 anni: ora sto bene, è la mia seconda vita

PESCARA. Su un letto di panna bianca la scritta con il cioccolato “La mia seconda vita”. E poi, oltre alla torta, la gioia di avercela fatta, di aver sconfitto il Covid, e il desiderio di ringraziare parenti e amici, che ci sono sempre stati. Simone Pignoli, 45 anni, due sere fa ha festeggiato in un ristorante di Collecorvino la sua rinascita dopo la malattia.
Il virus lo ha portato prima in ospedale per una settimana, dove è stato ricoverato al sesto piano, e poi all'Oasi dello Spirito, dove è stato il primo ospite tra i degenti in isolamento. «Per più di un mese mi sono sentito in carcere, mancavano le sbarre alle finestre. Sono stato sempre solo, non potevo avere contatti con nessuno, ma mi hanno coccolato gli amici, i colleghi e i parenti con telefonate e messaggi, consentendomi così di far passare le mie giornate. Grazie a loro mi sentivo in compagnia e sempre grazie a loro la mia famiglia ha avuto un grande supporto, ad esempio per fare la spesa», racconta Pignoli, fratello del consigliere comunale Massimiliano (anche lui in isolamento dopo aver saputo della positività di Simone). Proprio pensando all’aiuto ricevuto in quel periodo difficile, Pignoli ha voluto organizzare una festa per omaggiare chi lo ha supportato. «Ho detto sin dal primo momento che avrei promosso una serata per la mia rinascita, e così ho fatto, con l'aiuto di mia moglie Roberta», commenta il 45enne ricordando il periodo della malattia, che ha lasciato anche degli strascichi. «Ora sto bene, sono tornato a lavorare e faccio tutto», ma il pensiero che il virus rischi di riesplodere non lo fa stare affatto tranquillo. «Io sto molto attento, tant'è che le mie figlie Sofia e Ludovica mi prendono in giro. Ma è stata un’esperienza dolorosa, tra flebo e medicine, a seguito della quale mi è venuta un’ernia. A me è andata bene perché non sono stato intubato, ma altre persone lo sono state e c'è chi si sta riprendendo adesso e non riesce ancora a camminare. Tra l’altro, ammalandosi c’è il rischio del crollo emotivo. Non è stato il mio caso ma ricordo che quando ho rivisto mio padre, all’Oasi dello Spirito, che mi aveva portato dei vestiti, l’emozione è stata enorme. E quindi dico ai giovani di sapersi divertire e di indossare la mascherina: loro probabilmente non capiscono la sofferenza che si prova». Quindi l’appello: «Evitate gli assembramenti e mantenete le distanze», anche perché «io non so dove ho contratto il virus».
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