Superbonus, in Abruzzo cantieri per un miliardo

Il traguardo tagliato grazie ai 500 progetti in più avviati nel mese di maggio Ma c’è una nuova norma anti-frodi: dal 2023 servirà un’attestazione aggiuntiva
Un miliardo di euro di lavori finanziati con il Superbonus al 110%. La quota vertiginosa dell’ammontare delle opere per la sicurezza antisismica e l’ecosostenibilità degli edifici privati ammesse a detrazione, l’Abruzzo l’ha superata nel mese di maggio grazie a un boom di nuove domande. Lo dice l’ultimo rilevamento mensile diffuso ieri dall’Enea, l’Agenzia per le nuove tecnologie e lo sviluppo, secondo cui in regione le richieste di Superbonus crescono nettamente: oltre 500 solo nel mese di aprile, ora il totale delle asseverazioni – quindi delle opere finanziabili – ha raggiunto quasi quota 5mila. Mentre è stato già realizzato il 64,6% del totale dei lavori.
Questo, mentre il Parlamento ha aggiunto alcune novità negli ultimi giorni, come l’introduzione di un ente terzo – il cosiddetto Soa – con il compito di accertare l’assenza di frodi. E ce ne sono altre da poco entrate in vigore: come la proroga al 31 settembre per completare il 30% dei lavori nelle case indipendenti.
I NUMERI IN ABRUZZO
Il rapporto mensile dell’Enea dice precisamente che l’Abruzzo a fine maggio vantava 4.687 asseverazioni e un totale di investimenti ammessi a detrazione di un miliardo e 41 milioni di euro. Gli investimenti per lavori già conclusi hanno invece un valore di 673 milioni di euro, pari al 64,6% delle opere previste.
Le asseverazioni condominiali – che rappresentano i progetti solitamente più costosi – sono 1.083, per un totale di 653 milioni di euro di opere ammesse a detrazione: è stato realizzato, in questo caso, il 60,9% dei lavori.
Di più, ben 2.337, cono invece le asseverazioni in edifici unifamiliari, dove il totale dei lavori ammessi a detrazione è di 263 milioni di euro e quelli portati a termine raggiungono il 69,1%.
Le asseverazioni nelle unità immobiliari funzionalmente indipendenti sono invece a quota 1.267. In questo caso il totale dei lavori ammessi è di 123 milioni di euro, di cui già realizzato addirittura il 75,1%.
Sono, questi, numeri cresciuti in maniera importante nel mese di maggio. Ma che certamente stanno crescendo anche nei primi giorni del mese di giugno. Rispetto al resto d’Italia, in Abruzzo nei condomini si investe di più: in regione la media è di 603mila euro a progetto, contro i 562mila della media nazionale. Perfettamente in linea con la media nazionale, invece, la spesa per gli edifici unifamiliari di 112mila euro e delle unità funzionalmente indipendenti di 97mila.
I NUOVI CONTROLLORI
In ottica di contrasto alle frodi, l’ultima novità introdotta è un’attestazione Soa (Società organismi di attestazione) per i lavori di importo superiore a 516mila euro che ricevono incentivi fiscali (quindi non solo con il Superbonus). Si tratta di una misura già prevista per le opere pubbliche, ma che nella conversione in legge del decreto Ucraina è stata estesa anche alle opere private.
Entrerà però in vigore solo dal 2023 e non si estenderà ai lavori in corso. Considerata la fila di edifici in coda e i problemi di approvvigionamento delle materie prime, la questione potrebbe riguardare tanti di coloro che oggi progettano l’intervento con il Superbonus.
L’attestazione Soa è rilasciata da aziende private che svolgono una funziona pubblica sostituendosi allo Stato nel ruolo di controllo delle legalità e che, per questo, sono però vigilate dall’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione.
LE ALTRE NOVITà
Secondo le nuove norme, inoltre, in caso di opere superiori ai 70mila euro, l’appalto può andare esclusivamente a imprese edili che abbiano sottoscritto il Contratto collettivo nazionale del lavoro Ccnl edilizi per i loro lavoratori. Si tratta di una misura contestata dalle associazioni di categoria, perché rischierebbe di tagliare fuori tante piccole e medie imprese.
Le due novità introdotte nei giorni scorsi, ad ogni modo, si aggiungono a quelle già previste ed entrate in vigore a maggio. Si tratta dello stop per i privati alle cessioni di crediti collegati a lavori svolti nel 2021. Inoltre, non è più possibile ricorrere a cessioni parziali: a ogni credito viene abbinato un codice identificativo, evidenziato nelle comunicazioni di cessione e sconto, in modo del tutto analogo alla certificazione dei prodotti. In questo modo dovrebbe diventare impossibile perdere le tracce in caso di vendite successive.
Per altro, il decreto Bollette ha allargato le maglie relative alla cessione del credito, portando il numero massimo consentito da tre a quattro. Finora, in ottica anti-truffe, era fissato il limite di una cessione libera e di due vincolate, cioè in favore delle banche e degli intermediari finanziari. Ora la quarta cessione può essere effettuata dai destinatari della terza che hanno esaurito il numero delle possibili cessioni ed esclusivamente all’indirizzo dei propri correntisti. Infatti, trattandosi di soggetti certificati, la possibilità di coinvolgerli in truffe o raggiri è decisamente più limitata.
Tra le novità da poco entrate in vigore c’è poi la proroga per chi sta realizzando i lavori in una casa indipendente o una villetta a schiera: ora ha tempo fino al 30 settembre prossimo (quindi tre mesi in più di quanto previsto finora), per completare almeno il 30% delle opere previste. In caso contrario, non potrà continuare a beneficiare del Superbonus, fermo restando l’obbligo di chiudere i lavori entro il 31 dicembre.

