Superbonus, passa solo la linea scelta da Marsilio

3 Marzo 2023

Cantieri e posti di lavoro da salvare: bocciata la proposta delle opposizioni

L’AQUILA . Il Consiglio regionale, nella seduta straordinaria richiesta dai 5 Stelle e dai gruppi di centrosinistra, ha approvato ieri, con 18 sì, 11 no, un’astenuta (Marianna Scoccia) e un’assente (Sara Marcozzi), il documento sottoscritto dai consiglieri di maggioranza che propone dei semplici correttivi al decreto governativo in materia di Superbonus 110%.
Un testo preparato in fretta e furia per stoppare quello presentato dalle opposizioni che invece chiedeva l’abrogazione del decreto che blocca la cessione dei crediti. La mozione, che raccoglie il consenso di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia (primo firmatario con il capogruppo Mauro Febbo) e Valore è Abruzzo, chiede al Governo e al Parlamento di «rafforzare e allargare la possibilità di far circolare i soli crediti esistenti e quelli che si genereranno fino alla conclusione dei cantieri in corso (ma non per quelli successivi al 16 febbraio scorso), allungando a 6 anni il termine per le compensazioni attraverso il meccanismo del modello F24». Inoltre, si chiede di «facilitare e accelerare le procedure per concedere prestiti Sace (la società per azioni controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze) alle imprese e di dare indicazioni alle aziende partecipate dallo Stato di acquistare i crediti fiscali derivanti da interventi edilizi in corso».
IL PARERE DI MARSILIO.
«Il Governo è disponibile a fare delle aperture fin da subito, con un atteggiamento costruttivo e responsabile allo stesso tempo. Del resto», dichiara il presidente Marco Marsilio, «non si può continuare a raccontare che si possono regalare soldi senza tenere conto del bilancio dello Stato. Era corretto e opportuno intervenire subito per fermare e correggere una macchina impazzita, incardinando nella giusta misura gli incentivi da dare e i soggetti che ne avessero davvero diritto. Siamo certi», aggiunge, «grazie alle interlocuzioni che abbiamo avuto con il governo, che verranno salvaguardati i diritti acquisiti, così come verranno tutelate le persone e le aziende che hanno aderito in buona fede ad una legge dello Stato e che hanno i crediti incagliati. Verranno tutelati, in particolare», specifica, «anche il cratere sismico per il quale esiste una disciplina speciale, le case popolari che rispondono a un interesse pubblico prioritario e le Onlus che sono soggetti deboli, che non hanno capacità economica per poter fare interventi di questa natura. Lunedì prossimo si depositeranno gli emendamenti», annuncia Marsilio. Ed è un banco di prova.
LA REPLICA DEI 5 STELLE.
«Più che un Consiglio regionale straordinario è stato uno scontro tra superpropaganda del centrodestra e Superbonus del M5S, sostenuto da tutta l’opposizione», afferma il capogruppo del M5S Francesco Taglieri, primo firmatario della mozione portata in aula dall’opposizione.
«Dal dibattito», continua, «è emerso chiaramente che il presidente Marsilio, così come la sua compagine politica, non ha capito nulla sul Superbonus, né tantomeno sugli altri bonus edilizi o sulle competenze che ogni grado istituzionale ha su di essi. Lo si evince anche dalla mozione della maggioranza: un foglietto striminzito in cui sono state arrabattate alcune richieste che la Regione farà al governo Meloni. Abbiamo votato contro questo documento», spiega il 5 Stelle, «sia per il suo contenuto non risolve i reali problemi generati dal decreto che blocca la cessione dei crediti sia per la forma. La nostra Mozione», conclude, «chiedeva alla giunta impegni precisi, basati sulle reali esigenze di imprese, lavoratori e cittadini. Ma nonostante questo è stata bocciata dalla maggioranza che ha scelto di sostenere le scelte di Meloni e Giorgetti, nonostante siano state condannate dall’intero comparto edile».
LA LEGA E FORZA ITALIA.
All’intervento del leghista Emiliano Di Matteo, che ha invitato al confronto per cercare di disincagliare il caso Superbonus, ha fatto seguito la riflessione del capogruppo della commissione Bilancio, Fabrizio Montepara, che ha definito la risoluzione approvata come «un primo importante passo nell’affrontare tutte quelle problematiche che l’applicazione del 110% ha comportato nel sistema nazionale e nel bilancio del Paese. Sicuramente il governo a guida centrodestra ha preso una posizione decisa, ma assolutamente corretta ed anche indispensabile. La norma», dice, «ha bisogno di controlli e modifiche che vadano a dare un sostegno reale a chi ne ha necessità senza però creare problemi al comparto dell’edilizia, uno dei pilastri della rinascita economica, fermo restando che i cantieri in corso non possono essere abbandonati».
Più perentorio l’intervento del forzista Febbo che, attirandosi gli strali del dem Pierpaolo Pietrucci e del 5 Stelle Giorgio Fedele, ha sottolineato in aula che il Supebonus «ha creato debito pubblico e concesso sconti a chi ha ville sul mare».
INFINE IL CENTROSINISTRA.
«La Regione rinuncia a prendere posizione e ad attivare iniziative a vantaggio delle tante famiglie e imprese che hanno fatto ricorso alla misura e che oggi rischiano di pagare carissima questa scelta e questo solo per venire come al solito in soccorso al governo Meloni», il commento del capogruppo Pd Silvio Paolucci e del consigliere Pietrucci. «Marsilio», aggiungono, «ha detto che il governo, di cui ritiene di essere un interlocutore privilegiato, avrebbe mostrato segni di apertura alle istanze dei territori: lo “sfidiamo sul sagrato” a sollecitare per le prossime settimane le risposte che chiedono Ance, Cna (costruttori e artigiani, ndr) e altre sigle di categoria e sindacali, perché le imprese che oggi sono già ai minimi termini, da qui a un mese entreranno nel tunnel dei licenziamenti e poi in quello senza uscita del fallimento, da cui devono essere preservate». Lo stesso impeto nelle parole dette in aula dal consigliere di Abruzzo in Comune, Sandro Mariani, mentre il consigliere di Legnini Presidente, Americo Di Benedetto, ha scelto di intervenire con toni pacati ma certamente di sostanza: «Le crescite», ha detto, «si fanno in deficit». Come non dargli ragione.
In chiusura, il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, ha chiesto all’aula di aderire a una mozione a sostegno della lotta delle donne iraniane per la libertà e la democrazia del proprio paese. Il documento, promosso da tutte le sigle sindacali abruzzesi e accolto dai capigruppo consiliari, è stato votato all’unanimità.