Superbonus per 12mila case: superati tre miliardi di lavori

Le richieste tengono soprattutto per i condomini, ma a fine anno c’è lo stop definitivo
PESCARA. Il Superbonus si avvicina al capolinea del 31 dicembre. Ma i dati tengono, anzi migliorano, rispetto al mese di settembre: gli investimenti totali ammessi a detrazione per la maxi-agevolazione riferita agli interventi di efficientamento energetico ammontano a livello nazionale, nel mese di ottobre, a 4.3 miliardi, contro i 3.1 miliardi del mese precedente. In Abruzzo si è superata la quota complessiva di 3 miliardi di euro con un + 167 milioni a ottobre. Lo dice il report diffuso ieri dall’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, dal quale peraltro emerge che in Italia gli investimenti hanno coinvolto 7.476 nuovi cantieri (5.130 nel mese di settembre) mentre nella nostra regione è stata superata l’asticella dei 12mila cantieri (12.114), con un + 289 rispetto al mese precedente. Anche nel mese di ottobre sono i condomini sia a livello nazionale che regionale, a trainare gli investimenti: il totale delle detrazioni negli edifici condominiali in Italia è di 54.486 miliardi (2.075.561.438 euro in Abruzzo che corrispondono a 3.116 cantieri, con un + 261 in un mese). L'ormai costante calo per gli interventi nelle case unifamiliari invece è causato dal fatto che il Superbonus, per questo tipo di edifici, ha senso o per chi ha completato il 30% dei lavori entro il 30 settembre 2022 e potrà concluderli entro il 31 dicembre 2023 dopo la proroga del Decreto Asset e Investimenti che ha allungato di ulteriori 3 mesi la data limite concessa, o per chi, avendo imbastito un intervento dopo il 1° gennaio 2023, ha un reddito inferiore ai 15mila euro (calcolato col quoziente familiare) e quindi può beneficiare, fino a fine anno, del Superbonus al 90%.
I dati che pubblichiamo in tabella dimostrano comunque che la misura attrae ancora molto anche in Abruzzo. Ma il tempo sta per scadere: il termine ultimo del 31 dicembre 2023 non concede illusioni. Entro questa data dovranno essere conclusi tutti gli interventi sui condomini e le speranze di proroga sono ridotte al lumicino. Ma le imprese sono in affanno, strette nella morsa della mancanza di liquidità a causa dei crediti non riscossi e con cantieri fermi al palo. L’appello al governo è stato rilanciato due giorni fa attraverso il Centro. «È assolutamente necessario individuare una rapida soluzione alle decine di migliaia di cantieri che, anche in virtù del caos normativo e applicativo dello strumento, non riusciranno a terminare i lavori in tempo utile», sottolineano ben 14 associazioni: Ance, Agci produzione e lavoro, Anaepa Confartigianato, Claai, Cna costruzioni, Confapi Aniem, Confcooperative lavoro e servizi, Federcostruzioni, Fiae Casartigiani, Legacoop produzione e servizi, Rete Professioni Tecniche, Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil.
Non chiedono la luna ma invocano un’uscita di sicurezza. Quale? Una proroga limitata per i soli interventi che dimostrino un concreto avanzamento del cantiere: questo scrivono nella lettera inviata al governo Meloni «che potrebbe risolvere tutti i problemi con un costo contenuto per le casse dello Stato, di gran lunga inferiore a quello del caos sociale e economico che si determinerebbe lasciando invariata la scadenza». Così dicono le associazioni che concludono: «la Legge di bilancio deve offrire una soluzione concreta a un problema che riguarda migliaia di lavoratori, famiglie e imprese che in buona fede hanno avviato i lavori e si ritrovano in enormi difficoltà».
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