Superbonus, zero speranze I cantieri restano bloccati

26 Gennaio 2024

I condomini coinvolti sono 736. Per il neo presidente Ance «sarà drammatico»

L'AQUILA . I costruttori abruzzesi hanno sperato fino alla fine. Ma il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha dato lo stop definitivo al Superbonus «per motivi economici». Bocciati tutti i correttivi alla conversione dell'ultimo decreto legge: non ci sarà alcun Sal straordinario per salvare i lavori effettuati fino a dicembre scorso e nessuna riapertura dei termini fino a febbraio. «Un epilogo drammatico dalle conseguenze pensanti», lo definisce il neo presidente dell'Ance Abruzzo, Enrico Ricci, subentrato proprio ieri alla guida dell'Associazione costruttori, «che innescherà migliaia di contenzioni tra imprese e condomini. Con il rischio di default per moltissime ditte edili impegnate nei lavori del Superbonus».
I cantieri per i condomini che non hanno completato i lavori, in Abruzzo, sono 736, a cui si aggiunge l'incognita delle opere eseguite per le quali le imprese ancora non incassano il dovuto a causa dei crediti incagliati nei cassetti fiscali.
BOCCIATURA INATTESA. Una bocciatura su tutta la linea: non solo non ci sarà nessuna proroga del Superbonus, ma neppure il ricorso a Sal straordinari: una misura bipartisan proposta, con una serie di emendamenti, sia dalla maggioranza che dall'opposizione. «Le risorse non ci sono», ha tagliato corto il Mef.
«Ci aspettavamo almeno l'apertura su un Sal unico, per mettere al riparo tutti i lavori eseguiti fino al 31 dicembre 2023. E, invece, nulla», dice Ricci, «non è stata data la possibilità di proroga neppure ai cantieri in gran parte completati, per il 70- 80%, dove già sono arrivati tutti i materiali per le finiture o, addirittura, si stanno smontando le impalcature». Le richieste delle associazioni, l'Ance in primis, non sono servite a convincere l'esecutivo. Dal primo gennaio scorso la misura è scesa al 70% per i condomìni ed è terminata per le villette e le abitazioni unifamiliari. La proposta dello Stato di avanzamento lavori (Sal) straordinario prevedeva un nuovo termine fissato al 29 febbraio per dare la possibilità di completare i lavori alle imprese che avevano finito il cantiere per il 70-80%. Anche il Sal unico, a fine dicembre 2023, avrebbe potuto risolvere, almeno in parte, la situazione con consentendo alle ditte di far rientrare nella misura del 110% tutte le opere effettuate fino a quel momento.
I CONTENZIOSI. «Il problema che ora si pone è duplice», fa notare Ricci, «le imprese hanno sottoscritto dei contratti con i proprietari delle abitazioni oggetto di intervento, ma ora sono cambiate le condizioni di partenza. Si apriranno migliaia di contenziosi legali tra le imprese, che hanno la necessità di incassare i soldi, e i committenti che hanno dato disponibilità ad eseguire i lavori del Superbonus pensando di non dover corrispondere nulla». Per il presidente regionale Ance, «non tutti i proprietari sono nelle condizioni economiche di far fronte al pagamento delle somme rimanenti, che non rientreranno nella misura del Superbonus 110%».
Un pasticcio che, in Abruzzo, coinvolge centinaia di condomini non ancora ultimati e migliaia di imprese, considerando l'indotto. «Ci sono, poi, i crediti incagliati», spiega Ricci, «sono ancora poche le banche che hanno aperto alla cessione dei crediti del Superbonus e, comunque, per cifre limitate. La maggior parte delle ditte ha in pancia crediti importanti che, se non riscossi, le mettono a rischio default». Chiuso il capitolo Superbonus, l'Ance guarda al prossimo futuro: «Auspichiamo che il Pnrr, con gli appalti che ne deriveranno, possa dare un nuovo impulso e buone prospettive ad un settore che vive un momento difficile».
ITER TORTUOSO. Il Governo ha più volte sottolineato la mancanza di risorse e la difficoltà concreta nel riaprire i termini del 110%, misura ritenuta dal Mef "troppo onerosa per le casse dello Stato". Tra le proposte alla legge di Bilancio 2024, l'introduzione di un Sal straordinario al 31 dicembre scorso che potesse consentire, per cessioni dei crediti e sconti in fattura, di recuperare nel 2023 tutte le spese effettuate con l’agevolazione del 110%. Con la norma si voleva prevedere la possibilità di far rientrare nei Sal tutte le fatture inviate fino al 12 gennaio 2024.
Secondo l'ultimo report Enea, di dicembre scorso, in Abruzzo risultavano completati 11.206 lavori su 13.107; 1.901 ancora da effettuare. Su 4.000 condomìni, 3.264 sono stati portati a termine ma 736 restano da finire. Per quanto riguarda le villette singole su 6.858 ne sono state completate 6.480 e ne restano da ultimare 450. Infine, le unità indipendenti con 2.154 cantieri finiti su 2.249 e 95 lavori non completati.
LESIONATI DAL SISMA. Si salvano dalla stretta gli immobili lesionati dai terremoti e dalle alluvioni nei territori dove è stato dichiarato lo stato di emergenza: in Abruzzo i comuni colpiti dal sisma 2009 e 2016 dove si potrà usufruire del Superbonus al 110% fino al 31 dicembre 2025. Per poter utilizzare l’agevolazione, però, è necessario che sia stato attestato il danno causato dal terremoto, con la relativa scheda presentata al comune. Per gli immobili che ricadono nei crateri, ma non direttamente lesionati dal sisma, invece, valgono le regole previste per tutti gli altri edifici, senza eccezione.
Altri incentivi utilizzabili per le abitazioni sono l'ecobonus, che vale fino al 31 dicembre 2024, il bonus ristrutturazioni prorogato anche per quest'anno, con una detrazione del 50% su tutte le spese sostenute per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, il bonus barriere architettoniche e il bonus verde e mobili.
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