Superiori, presidi sotto pressione: «I contagi si stanno moltiplicando»

18 Gennaio 2022

PESCARA. Continuano a moltiplicarsi i casi di contagi nelle scuole di Pescara. A una settimana dal ritorno in aula dopo le festività natalizie, ora dopo ora i dirigenti si vedono recapitare le...

PESCARA. Continuano a moltiplicarsi i casi di contagi nelle scuole di Pescara. A una settimana dal ritorno in aula dopo le festività natalizie, ora dopo ora i dirigenti si vedono recapitare le comunicazioni di nuove positività tra gli alunni. Basta un caso in più o in meno in classe per decretare la frequenza delle lezioni in aula, la dad a seconda della condizione vaccinale o meno dei ragazzi oppure la quarantena per tutti.
Il risultato è che i presidi sono connessi h24 per consultare le comunicazioni degli studenti ed emettere i provvedimenti. Con le nuove regole, nelle scuole medie e superiori, con un positivo è prevista la presenza con autosorveglianza per tutta la classe e l'uso delle mascherine Ffp2. Con 2 casi scatta una distinzione: per chi non è vaccinato, lo è da più di 120 giorni o è guarito da più di 4 mesi si applica la dad, mentre gli altri proseguono in classe. Dad per tutta la classe con 3 positivi.
Uno scenario variegato che rende il sistema «più complesso», spiega Carlo Cappello preside del liceo scientifico Galileo Galilei. «Abbiamo una quindicina di classi in autosorveglianza. Per le ricreazioni, c'è l'indicazione di mangiare a due metri di distanza, ma noi già dall'inizio dell'anno avevamo predisposto il consumo del pasto all'aperto e con il distanziamento. Poi abbiamo una classe con 2 casi positivi e quindi con gli studenti vaccinati a scuola e i non vaccinati a distanza. In questo caso non potendo detenere la documentazione, all'ingresso, in una stanza apposita, il personale fa il controllo sullo stato vaccinale. Infine vi è una classe in quarantena. Questo sistema impone un grosso lavoro perché nella triplice condizione in cui possono trovarsi le classi la gestione cambia e il quadro può modificarsi da un momento all'altro». Per la verifica sullo stato vaccinale dei ragazzi, quando lo richiede la casistica, la dirigente dell'istituto alberghiero De Cecco Alessandra Di Pietro ha delegato il referente Covid, don Antonio De Grandis. «Per ragioni di privacy ho preferito delegare solo una persona», afferma. «Al momento abbiamo tre classi in autosorveglianza e una che molto probabilmente andrà in dad. La situazione è fluida e cambia molto rapidamente. Quello che ho notato è che mentre a inizio anno, i ragazzi andavano sollecitati sul rispetto delle norme, adesso sono zelantissimi». «In questo momento abbiamo una classe in dad», sottolinea Carlo Di Michele, preside dell'Acerbo «circa otto classi in autosorveglianza e una con il misto di presenza e didattica digitale. In quest'ultimo caso per i ragazzi presenti a scuola, prima di farli accedere in aula, la mattina facciamo il controllo con la App C19 guardando la data di vaccinazione».
«In entrambe le scuole abbiamo tutta la casistica», dice Antonella Sanvitale, preside al liceo classico e reggente allo scientifico Leonardo Da Vinci. «Ho delegato tre persone in una scuola e due in un'altra affinché all'ingresso controllino gli studenti di quelle classi con due positivi che devono mostrare l'attestato di guarigione o di avvenuta vaccinazione da meno di 120 giorni. È un gran caos. Adesso si riesce a gestire perché i numeri sono ancora contenuti, ma se dovessero cominciare ad aumentare diventerà problematico».
«Abbiamo diverse classi in dad, ma stiamo gestendo benissimo la situazione perché siamo collegati 24 ore su 24 e dal lunedì alla domenica e quindi appena abbiamo segnalazioni di casi positivi, emettiamo subito i provvedimenti», specifica la preside del liceo Marconi, Giovanna Ferrante.
Due classi in autosorveglianza e due con metà studenti in presenza e metà in dad al liceo MiBe guidato dalla preside Raffaella Cocco.
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