«Superiori vulnerabili» Domani vertice d’urgenza

La Provincia convoca una riunione dopo l’inchiesta-denuncia del “Centro” Il centrodestra chiede di esaminare anche la situazione dei 73 istituti comunali
PESCARA. La Provincia convoca un vertice urgente per fare il punto sulla sicurezza delle scuole di Pescara e provincia. L'incontro, richiesto dal gruppo di Forze della Libertà presieduto da Vincenzo D'Incecco, a seguito della campagna di sensibilizzazione lanciata da il Centro sulla necessità di fare chiarezza sulla vulnerabilità anche sismica degli edifici scolastici, è stato convocato dal presidente Antonio Di Marco per domani alle 12.30 in piazza Italia.
Il prossimo obiettivo sarà un incontro con gli amministratori comunali per esaminare lo studio dei 73 istituti cittadini, sui quali a detta dell'assessore Giacomo Cuzzi esiste un’«attenzione forte».
Dunque, focus sulla situazione tra Pescara e provincia: «Negli ultimi giorni», dichiara D'Incecco, «abbiamo assistito alla querelle che ha investito il liceo scientifico da Vinci, con il presidente Di Marco che è sparito. Il dirigente Giuliano Bocchia ha sostenuto di non avere spazi sufficienti nella sede di via Colle Marino per ben 210 studenti, 10 classi in tutto, e di avere bisogno di un secondo plesso», piazza Grue.
Tutto ciò a seguito della «disdetta da parte della Provincia dell'immobile di via Brandano», con la conseguente decisione del Comune di mettere a disposizione l'edificio di piazza dei Grue: «Il Comune se ne è fatto carico aprendo in fretta e furia quelle aule», malgrado «il cantiere per la messa in sicurezza del fabbricato debba ancora partire». Intanto, «gli studenti andranno a scuola dentro un cantiere, ma la fretta era tanta che non si è voluto aspettare».
Secondo il capogruppo di Forze della libertà, «il secondo plesso non era una necessità, visto che a Colle Marino potevano essere ospitati anche i 210 studenti di piazza dei Grue, peraltro in una scuola che, stando ai numeri dell’ufficio scolastico provinciale, avrebbe perso 200 studenti nel giro di quattro anni. Di Marco non può trincerarsi dentro un semplicistico “non ho i soldi, facciano altri”, perché se ha deciso di alzare bandiera bianca, farebbe bene a dimettersi». Le altre emergenze, per D'Incecco, riguardano «il Marconi’ di Penne, dove lo scorso inverno parte della scuola è crollata; lo Spaventa di Città Sant’Angelo; l’Istituto Volta di via Volta dove, dopo aver speso 800mila euro, la scuola è ancora piena di infiltrazioni d’acqua, solai caduti e impianti d’emergenza fuori servizio. La Provincia afferma che la situazione è sotto controllo, ma ci sono fotografie che documentano il degrado». Tra le altre richieste, anche la «verifica dei certificati di agibilità e vulnerabilità sismica degli istituti che ogni giorno ospitano migliaia di ragazzi che hanno diritto a una scuola sicura».
Secondo l'indagine del Centro, altri istituti vulnerabili si trovano a Rosciano, Elice, Civitaquana, Penne, Caramanico, Manoppello, Farindola, oltre al Misticoni-Bellisario di Pescara e al Delfico di Montesilvano. Su Pescara (dove su 15 scuole sono state eseguite le verifiche di vulnerabilità; su 14 le prove di carico sui solai e 5 hanno superato le prove sismiche) «abbiamo già chiesto», conclude D'Incecco, «al presidente della commissione edilizia scolastica Tonino Natarelli di convocare una riunione anche per esaminare la situazione delle 73 scuole di competenza. La giunta comunale ha deciso di stanziare 400mila euro dell’avanzo di amministrazione per la redazione degli studi, una somma irrisoria rispetto all’entità stessa dell’avanzo, pari a 2 milioni 100mila euro rimanenti rispetto a un tesoretto iniziale di 8 milioni e mezzo di euro sperperati nel corso dell’anno».
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