Superlatitante preso dopo cinque anni

Scovato in Veneto dai carabinieri di Pescara: era ricercato dal 2014 per sfruttamento della prostituzione a Montesilvano
PESCARA. Era uno dei cinquanta latitanti più ricercati dalla polizia romena. Ma da tempo era irrintracciabile, nessuno lo trovava né in Italia né nel resto d’Europa, anche perché ha più ha cambiato identità. Sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del comando provinciale di Pescara a scovare in provincia di Treviso e ad arrestare il romeno Ion Magurean, 39 anni, detto Manole o Nuzzu, che in passato ha vissuto a Montesilvano. Nei suoi confronti esisteva un mandato di arresto europeo emesso in Romania per i reati di detenzione di materiale pedopornografico con sfruttamento di minori, istigazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione: l’uomo è ritenuto al vertice di un clan di romeni che avrebbe reclutato delle giovani in Romania per poi condurle in Italia e farle prostituire.
Anche in Italia è finito in un’indagine dei carabinieri della compagnia di Montesilvano e del Nucleo investigativo, diretti dal colonnello Massimiliano Di Pietro, per lo sfruttamento di giovani romene sulla riviera pescarese. Nei suoi confronti è stato disposto l’arresto, nel 2014, ma quel provvedimento del Tribunale di Pescara non gli era mai stato notificato perché l’uomo si era reso irrintracciabile nel momento in cui è scattata l’operazione dell’Arma per catturare lui e altri indagati, romeni e italiani. Al gruppo è stato contestato di aver reclutato delle romene da avviare alla prostituzione: alle giovani venivano procurati appartamenti e abiti e veniva garantita assistenza, dopodiché gli sfruttatori si facevano consegnare gli incassi dell’attività. I fatti risalgono al 2011 quando Magurean si trovava a Montesilvano e avrebbe sfruttato la sua compagna e - in collaborazione con lei - un’altra giovane, fatta arrivare appositamente in Italia.
Ma in questi anni si è sempre sottratto alla cattura e si è mosso in modo tale da non essere identificato. Spostandosi in Europa ha cambiato varie identità e l’ultima è quella di Robert Sipos. Così si è presentato ai carabinieri di Pescara che hanno scoperto dove acciuffarlo e due sere fa sono partiti alla volta di Conegliano Veneto proprio per occuparsi della cattura, chiudendo così una vicenda aperta da tempo.
Era in un casolare e da qualche mese si era fermato in provincia di Treviso per lavorare come bracciante agricolo. Nonostante la latitanza, ha continuato comunque a spostarsi frequentemente tra quella provincia, la riviera di Pescara e il suo paese di origine. E i carabinieri, che hanno lavorato in costante raccordo con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, lo hanno individuato. La falsa identità fornita al momento della cattura non è servita a molto visto che ormai da un paio di mesi gli investigatori si erano messi sulle sue tracce. Per lui, quindi, è scattato l’arresto.
Sempre per il controllo della prostituzione, Magurean è finito nei guai a Montesilvano insieme al fratello anche per un altro episodio: nel 2010 è stato arrestato dopo una rissa avvenuta in via Verrotti tra due bande che, a detta dei carabinieri, si contendevano il lungomare. (f.bu.)

