Superstrada del Liri, uno stop al raddoppio

Per Marsilio «è un’opera strategica». Ecco cosa prevede il progetto, ma manca il finanziamento
AVEZZANO. Sulla superstrada del Liri, in base a un censimento del gestore Anas, viaggiano 1.220 veicoli l’ora. Per una media di 14.500 mezzi al giorno. Il 7,3% del traffico è dato da mezzi pesanti (percentuale più elevata rispetto alla media nazionale su rete Anas). Lungo il 60% del tratto «c’è il divieto di sorpasso» (troppo spesso ignorato). Una strada cerniera tra l’Abruzzo, il Lazio e la Campania, il cui raddoppio, stando al progetto del gestore, dovrebbe avvenire in dieci anni e cinque mesi, dalla progettazione all’esecuzione. Opera definita strategica dal governatore della Regione, Marco Marsilio, nell’incontro avuto nel febbraio di un anno fa con i sindaci della Valle Roveto e con il responsabile territoriale per l’Abruzzo e il Molise di Anas, Antonio Marasco. Un anno dopo, alla luce dell’ennesima tragedia sulla superstrada, costata la vita ai fratelli Massimo ed Emanuele Nicoletti (e ieri c’è stato un altro schianto con tre feriti, ndr), il governatore Marsilio ha di fatto ammesso che sul quel progetto, per ora, non c’è neppure un euro. «È ormai tempo da parte di Anas e Ministero di finanziare il progetto della strada a quattro corsie come chiesto dalla Regione e dai Comuni della Valle Roveto per garantire maggiore sicurezza agli automobilisti», le parole di Marsilio. Ma che cosa prevedeva il piano? È contenuto in una relazione dell’Anas di 88 pagine.
L’azienda prevede un periodo di 36 mesi per la conclusione delle fasi di progettazione, approvazione e affidamento lavori. L’inizio degli stessi è ipotizzato dal secondo semestre 2024, da portare a conclusione a fine 2031. Tutto il processo sottende un periodo complessivo di 10 anni e 5 mesi circa. Lavori per un costo complessivo di 960 milioni di euro su circa 33 km di strada. Si prevedono sette nuove gallerie, 41 piazzole di sosta e l’adeguamento di 8 svincoli (Capistrello, Canistro, Civitella Roveto, Civita d’Antino, Le Rosce, San Vincenzo, svincolo Roccavivi-Balsorano, svincolo Ridotti). Altri lavori riguarderanno le rotatorie degli innesti delle rampe di svincolo con la viabilità locale. Il progetto prevede la realizzazione del raddoppio della canne delle gallerie esistenti – a cominciare da quella del Salviano – «al fine di adeguare la strada alla tipologia prevista. Attraversare il territorio con gallerie è una valida alternativa, data la loro capacità di ridurre alcuni componenti dell’impatto ambientale come ad esempio l’intrusione visiva delle infrastrutture e l’inquinamento acustico».
Nel piano, come da relazione Anas, sono state indagate le «interferenze dell’infrastruttura, sia relativamente al tracciato selezionato che alle diverse alternative, con i sotto e sopra servizi». D’analisi condotta è emerso che «la viabilità viene attraversata da sottoservizi quali elettrodotto e metanodotto». Inoltre, per quanto concerne i servizi, si hanno «interferenze con la linea ferroviaria esistente» in tre differenti punti. Altro nodo da affrontare riguarderà gli espropri «di immobili privati» ubicati nei comuni di Massa d’Albe, Avezzano, Capistrello, Canistro, Civitella, Civita d’Antino, San Vincenzo Valle Roveto. Data l’estensione del tracciato, Anas ha ipotizzato di suddividere l’intervento in sei lotti di circa 6 chilometri l’uno. In questo modo «la quasi totalità dei lavori potrà essere eseguita senza penalizzare l’esercizio dell’infrastruttura esistente». Nel progetto, infine, Anas contempla «la realizzazione di attraversamenti faunistici in corrispondenza di quelli idraulici, le cui dimensioni verranno adeguate allo scopo di renderli fruibili anche alla fauna selvatica che popola l’area, consentendo l’attraversamento dell’infrastruttura, comunque recintata, in modo sicuro per la circolazione stradale». (r.rs.)

