Svaligia il bar dove aveva lavorato Incastrato da 200 Gratta e vinci

Lo scorso 9 luglio al Pon Cafè di largo San Francesco erano stati rubati 8mila euro e mille tagliandi E ieri l’arresto del 33enne residente a Montesilvano: usò le chiavi del locale, mai restituite ai titolari
PENNE. L’ha incastrato la fortuna, che per duecento volte l’ha visto vincere con altrettanti tagliandi di Gratta e vinci rubati la notte dello scorso 9 luglio al “Pon Cafè” di largo San Francesco, dove si era portato via, complessivamente, mille Gratta e vinci e 8mila euro in contanti.
L’ha incastrato la fortuna, ma soprattutto il fiuto dei carabinieri della stazione di Penne, veloci a interpellare Lottomatica su dove erano state ritirate quelle vincite. E una volta individuate le ricevitorie visitate dal “fortunato”, a Roma e a Pescara, gli investigatori guidati dal capitano Alfio Rapisarda, comandante della compagnia, hanno estrapolato le immagini delle rispettive telecamere, trovando il volto che cercavano. Un 33enne bulgaro residente a Montesilvano che nell’estate 2022 aveva lavorato per il bar Pon di Penne e al quale i titolari avevano affidato le chiavi del negozio, mai più restituite.
Un dettaglio non da poco, considerando che i carabinieri intervenuti subito dopo il furto, lo scorso 9 luglio, avevano subito notato che il locale non aveva segni di effrazione e all’interno nulla era stato messo a soqquadro. Dunque, il ladro non solo era entrato senza difficoltà, ma sapeva anche cosa trovare e dove, visto che anche gli ottomila euro portati via non erano tutti nella cassa, ma sparsi tra le diverse attività di bar e ricevitoria dell’attività commerciale.
È da questi dettagli che i carabinieri, ascoltando i titolari su eventuali sospetti, gli avevano chiesto espressamente di fare mente locale su chi potesse avere le chiavi del negozio. E alla fine il ricordo è emerso: un anno prima le avevano affidate al giovane che aveva lavorato per loro, ma che poi, andando via, non gliele aveva restituite.
Come se non bastasse, a confermare ulteriormente il sospetto che si trattasse di qualcuno che aveva le chiavi del locale, erano state anche le immagini delle telecamere dislocate nella zona del “Pon café”, dalle quali si notava un giovane che, tentando di camuffarsi con un cappellino, entrava velocemente nel bar, riuscendone in brevissimo tempo. Quella sagoma si è rivelata poi del tutto riconducibile all’ex dipendente del bar, poi riconosciuto chiaramente dai titolari, nei fotogrammi che lo ritraevano a volto scoperto mentre usciva dalle ricevitorie di Roma e Pescara. Zone, luoghi e orari che coincidevano anche con l’analisi delle celle telefoniche agganciate dal suo telefonino. Quanto basta per indurre il pm Fabiana Rapino, che ha coordinato le indagini, a chiederne l’arresto per furto aggravato. Richiesta accolta dal gip del Tribunale di Pescara che ha disposto l’ordinanza di custodia cautelare in carcere del 33enne, arrestato proprio ieri dai carabinieri di Penne con il personale locale del Nucleo operativo.
Un provvedimento volto a scongiurare il pericolo di reiterazione del reato, visto anche i numerosi precedenti a carico del 33enne, già noto alle forze dell’ordine per furti e rapine commessi in Italia.
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