Sì al milione per L’Aquila ma in Consiglio è bagarre

15 Novembre 2023

Il M5S abbandona la seduta: «Non esistono emergenze di serie A e di serie B»

L’AQUILA. Le emergenze non hanno colore politico. Ma per il rogo dell’Aquila la Regione stanzia un milione di euro di aiuti mentre per Vasto e decine di altri comuni colpiti dal maltempo di dieci giorni fa non ci sono fondi. La maggioranza esprime la propria soddisfazione. L’opposizione di M5S e Pd, quest’ultimo non al completo, invece abbandona l’aula, dopo aver comunque votato sì alla legge Santangelo-Verrecchia (FI e FdI) che corre in soccorso dell’Asm, la municipalizzata del capoluogo di regione che ha subito danni per 10 milioni e la perdita di 26 mezzi per la raccolta dei rifiuti durante l’incendio di fine ottobre. Nel mirino dell’opposizione non finisce la specifica norma ma i criteri di scelta adottati dal centrodestra.
È la sintesi del Consiglio regionale di ieri quasi interamente dedicato alla norma che fa fronte all’emergenza aquilana. Una legge che, sottolinea in aula il vicepresidente di giunta, Emanuele Imprudente, non crea un precedente in quanto a disparità perché lo stesso per esempio si è fatto quando le fiamme dolose distrussero la pineta di Pescara. Ma per la minoranza, in particolare per il capogruppo dei Cinque Stelle, Francesco Taglieri, e il compagno di movimento, Pietro Smargiassi, «il centrodestra ha decretato che in Abruzzo esistono emergenze di serie A ed emergenze di serie B». Ma andiamo con ordine.
Con voto unanime, il Consiglio approva il contributo straordinario al Comune dell'Aquila, per l'anno 2023, di 1.000.000 di euro per fronteggiare i danni causati dall'incendio che ha distrutto il deposito e numerosi mezzi di raccolta dei rifiuti in dotazione alla società partecipata “Aquilana società multi servizi spa” e per contenere i disagi derivanti alla popolazione, garantendo la continuità del servizio di gestione dei rifiuti e di tutte le attività ad esso correlate.
Ma subito dopo il voto, favorevole e unanime al primo e, di fatto, unico articolo della norma invocata dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, interviene il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, per informare che numerosi subemendamenti presentati dall’opposizione, che andavano in soccorso di altri Comuni del Chietino e del Pescarese, erano stati ritenuti inammissibili dall’ufficio di Presidenza per un difetto tecnico-formale. Una decisione, a quanto pare, non politica che però, a legge già approvata, ha innescato la miccia. Anche perché, in passato, sono stati accolti emendamenti della maggioranza scritti a penna su un pizzino e spuntati all’ultimo istante. La minoranza quindi si è alzata ed è andata via. Tutti, tranne Americo Di Benedetto, Pierpaolo Pietrucci e Dino Pepe. E dopo il Consiglio, alle note di soddisfazione diffuse da Roberto Santangelo e Imprudente, ha replicato con toni forti.
«La maggioranza, con una chiara scelta politica», affermano Taglieri e Smargiassi, «non ha accettato i sub emendamenti del Movimento 5 Stelle, destinati ad altre emergenze e urgenze dei territori, primo su tutti un subemendamento del consigliere Smargiassi che destinava un milione di euro al Comune di Vasto per fronteggiare i tanti danni causati dal maltempo nella notte tra il 2 e il 3 novembre scorso. Eppure, a nostro avviso», sottolineano, «si sarebbe dovuto agire con la stessa e giusta determinazione e speditezza con cui si sono fronteggiate le diverse situazioni emergenziali, come la messa in sicurezza della diga di Penne o le misure a sostegno della Asm dell’Aquila, a fronte dell’incendio che ne ha devastato la sede operativa».
Il Pd, attraverso il capogruppo Paolucci, rincara la dose: «Non è pensabile applicare due pesi e due misure su cosa è emergenza sul territorio e cosa no, né che possa essere considerata emergenza e risarcita solo quella che accade in territori dove governano forze politiche vicine o amiche del Governo regionale, come dimostra la recente ripartizione delle risorse sulle emergenze. Innumerevoli eventi», conclude Paolucci, «hanno colpito anche una grandissima fetta di territorio che è stato escluso dai ristori e che non ha l’attenzione da parte della Regione e questo non è giusto».
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