Tabaccaia ferita, la famiglia: ora vogliamo giustizia

27 Giugno 2019

La negoziante ha naso e clavicola fratturati. La figlia: «Mamma è provata, sotto shock. È uno strazio vederla così»

PESCARA. Ha il naso fratturato, il volto tumefatto e la clavicola destra rotta. Sofferente, dal letto d’ospedale dove è stata portata lunedì sera dopo essere stata rapinata e picchiata a sangue davanti al negozio di San Donato,la tabaccaia Elena Parente, 63 anni, punta lo sguardo verso la figlia Patrizia e le sussurra: «Guarda cosa mi hanno fatto». Ieri è tornata a casa con 40 giorni di prognosi dopo essere stata tenuta in osservazione al pronto soccorso. È «provata, sotto shock». Per Patrizia D’Annunzio è uno strazio vederla in quello stato, «col volto tumefatto, il naso fratturato e la clavicola rotta», ma puntualizza: «Non vogliamo vendetta, solo giustizia». Si fa coraggio davanti ai clienti che ieri mattina entravano e uscivano dalla tabaccheria di via San Marco e le chiedevano: «Come sta mamma?». «Come un pugile dopo un combattimento. Se ha avuto paura di morire? A vivere si rischia di morire», la risposta della giovane che non smette mai di sorridere per dare forza a papà Renato, 75 anni, che si aggira tra i banconi a cercare di sbrigare il tanto lavoro da fare. Ma anche lui ha il cuore a pezzi: «Non è facile vedere una persona che soffre. Noi siamo gente perbene». Come a dire: perché è capitato proprio a noi? Negli ultimi due anni, i titolari della tabaccheria hanno subito altre tre rapine, mai però, con queste modalità efferate.
La coppia stava chiudendo la saracinesca della tabaccheria di via San Marco (rilevata 26 anni fa) lunedì intorno alle 19,35. «Stavo infilando questi lucchetti» racconta l’uomo. A quel punto scatta l’agguato. Pochi attimi. Secondo testimoni, i due banditi in scooter forse attendevano nel parcheggio antistante. Arrivano rombando davanti alla coppia, ignara prima e terrorizzata poi. Uno rimane in sella. Fa manovra per mettersi in posizione di partenza, l’altro scende con l’arma in mano, pare un mitra giocattolo, e si dirige verso la tabaccaia. Gli punta l’arma sul viso e la colpisce con violenza intimandole di consegnargli la borsa con l’incasso della giornata, forse diverse centinaia di euro. Lei si difende, oppone resistenza, urla, cade a terra dopo essere stata strattonata, batte la testa. Il sangue cola a fiotti dal naso. Sul marciapiede restano gli schizzi, ripuliti ieri dagli operai di Attiva. I malviventi fuggono verso via Tirino. Scattano i soccorsi dei colleghi commercianti. Arrivano ambulanza e polizia. Le telecamere dell’attività riprendono tutta la scena. Le immagini sono al vaglio degli investigatori.