Tagli ai Comuni, la lettera di 50 sindaci

Chiedono al presidente Marsilio di intervenire sul governo Meloni per dare lo stop alla mannaia sui conti degli enti
PESCARA. Una lettera firmata da 50 sindaci per dire no al maxi taglio di fondi ai 305 Comuni abruzzesi. Così il fronte dei primi cittadini guidati dall’Ali, l’associazione delle Autonomie locali, si è rivolto ieri al presidente della Regione, Marco Marsilio. Che potrà ignorarli oppure convocarli e ascoltarli per evitare che il gruppo dei sindaci si allarghi a macchia d’olio.
CHE COSA CHIEDONO
«La spending review decisa nella legge di bilancio 2024 determina minori trasferimenti ai Comuni e alle Province abruzzesi per 37 milioni di euro, fino al 2028. I tagli incidono in modo diretto sulla spesa corrente e si tradurranno in minori servizi ai cittadini. Il criterio di riparto inoltre colpisce maggiormente i Comuni che hanno avuto più capacità di intercettare i fondi del Pnrr e che, di conseguenza, hanno un maggiore fabbisogno di cassa per dare piena operatività alle opere realizzate». Comincia così la lettera a Marsilio.
«I Comuni, più di altri livelli istituzionali, hanno subìto riduzioni di gettito e aumento di oneri contabili e gestionali, a seguito della crisi finanziaria del 2008 che ha imposto il rigore di bilancio. Nonostante questo, noi sindaci abruzzesi abbiamo continuato a stare al fianco dei cittadini, garantendo l’esecuzione di tutte le funzioni che ci sono affidate e, assorbendo sulle nostre spalle», sottolineano i 50 amministratori, «larga parte della crisi sociale che ha contraddistinto questi anni, fino alla drammatica crisi pandemica. Crediamo sia nell’interesse di tutti che non torni quella stagione di tagli. Gli investimenti degli ultimi anni hanno consentito di intervenire su molte criticità e questo percorso non deve essere interrotto, al contrario va rafforzato, iniziando fin da subito a definire risorse e strumenti per garantire la spesa ordinaria necessaria a tenere aperte e operative le tante opere in via di realizzazione, dalle scuole alle case della salute, dagli asili nido alle biblioteche e tanto altro, altrimenti rischieremo di avere strutture nuove e belle ma chiuse».
I sindaci chiedono a Marsilio di farsi promotore delle loro istanze verso il Governo Meloni per l’eliminazione dei tagli dei trasferimenti ai Comuni.. E «nello spirito di leale collaborazione tra i diversi livelli istituzionali», si dichiariamo «fin da subito disponibili a dialogare nel merito e a lavorare insieme per individuare le soluzioni più appropriate».
LA REPLICA A BIONDI
Al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi che, attraverso il Centro, aveva difeso la scelta del governo, il fronte del no ribatte in questo modo: «Da colleghi diciamo che i tagli a cui si riferisce Biondi fanno parte di un'altra epoca in cui l'Europa ci chiedeva di fare spending review non paragonabile con la situazione attuale», afferma Angelo Radica, sindaco di Tollo ed esponente dell’Ali, «tra l'altro negli anni 2012 e 2013 i tagli sono stati sterilizzati con nuove norme introdotte dai governi di centrosinistra, e tutti i sindaci anche allora come adesso si sono fatti sentire». Ma Radica sottolinea che «allo stesso tempo siamo persone equilibrate e ragionevoli che governano e che ogni giorno fanno quadrare i conti, e quindi disponibili a valutare soluzioni alternative che reintegrano totalmente i tagli previsti». L’Ali Abruzzo fa due proposte.
La prima: consentire l'utilizzo dell'avanzo libero per le spese correnti (sociale, cultura, ecc.) mentre oggi è utilizzabile solo per spese d'investimento e spese correnti non ricorrenti. La seconda: ridurre la percentuale di accantonamento a Fcde (Fondo crediti di dubbia esigibilità) fino a concorrenza del taglio previsto. Tocca a Marsilio rispondere.

