«Tagli alla Brioni, crollerà l’economia di Penne»

8 Marzo 2016

I lavoratori dell’azienda di alta moda si radunano in Comune e protestano Domani la grande manifestazione a Pescara per dire no ai 400 esuberi

PENNE. L’area vestina fa quadrato in difesa dei lavoratori Brioni. Ieri pomeriggio, nella sala consiliare del Comune di Penne, assieme al sindaco Rocco D'Alfonso, si sono ritrovati anche i sindaci di Città Sant’Angelo, Loreto Aprutino, Farindola, Civitella Casanova, Montebello di Bertona, Picciano e Villa Celiera. In assemblea anche tantissimi cittadini, rappresentanti di associazioni sul territorio, e soprattutto i segretari locali e provinciali delle varie sigle sindacali. «La protesta di domanideve essere una mobilitazione di massa. Questa è una giornata organizzativa, non politica. Dopo Pescara si dovrà puntare a Roma per in modo che la vertenza assuma carattere nazionale», ha sottolineato il sindaco di Penne.

«Siamo qui per organizzare la più grande manifestazione di protesta per difendere un intero territorio», ha spiegato Domenico Ronca della Filctem-Cgil, «domani non si chiude la partita ma deve ripartire un protagonismo di tutto il comprensorio vestino. Nella riunione in Regione chiederemo che ci si batta affinché non avvenga nessun licenziamento e vi sia piano industriale da parte dell’azienda. È necessario che la crisi Brioni rivesta un carattere nazionale».

La protesta in programma domani partirà dagli stabilimenti produttivi di Penne e Montebello e le associazioni sindacali hanno già registrato oltre 400 adesioni. «Al momento abbiamo 5 autobus a disposizione ma ne servirebbero ancora di più per poter portare tutti i manifestanti. Contiamo di partire per le 9 per poi sfilare fino a via Passolanciano sotto l’assessorato alle Attività produttive della Regione Abruzzo», ha annunciato Leonardo D’Addazio della Femca-Cisl.

La proprietà della Brioni, dato il perdurare del crollo delle commesse ha previsto un esubero di circa 400 dipendenti. Un taglio enorme che, semmai dovesse concretizzarsi avrebbe ripercussioni devastanti su tutto il comprensorio vestino. I dipendenti Brioni, che nel frattempo hanno ricevuto messaggi di solidarietà dalle aziende appartenenti al gruppo Kering, come Puma e Gucci, vivono giorni di tensione e rabbia per un futuro nero e un passato glorioso che sembra lontano come non mai.

«Dal 1° giugno», ha detto Luca Piersanti della Uil, «il territorio vestino perderà circa 500 mila euro al mese se si dovessero concretizzare gli esuberi previsti dalla proprietà. Non è più una questione dei lavoratori Brioni ma di un intero territorio e di un’economia che rischia il collasso».

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