Tagli alle indennità, prosegue la battaglia delle minoranza

28 Gennaio 2015

MONTESILVANO. Taglio delle indennità «tecnicamente inammissibile»? No, grazie. Dopo il nulla di fatto in Consiglio comunale, le opposizioni non mollano e si dicono pronte a trovare una strada...

MONTESILVANO. Taglio delle indennità «tecnicamente inammissibile»? No, grazie. Dopo il nulla di fatto in Consiglio comunale, le opposizioni non mollano e si dicono pronte a trovare una strada legittima per raggiungere il proprio obiettivo: ridurre gli stipendi degli amministratori.

Ad annunciarlo è il consigliere di Montesilvano Democratica Paolo Rossi, tra i firmatari della mozione approdata la scorsa settimana nell’assemblea municipale e la cui discussione è stata sospesa poiché il documento è stato giudicato illegittimo e non attuabile. «L’articolo 51 della Costituzione», aveva detto l'assessore Leo Brocchi, «specifica che la rappresentanza politica debba beneficiare di un adeguato compenso e di una remunerazione per il lavoro svolto o per i profitti persi. Ciò per garantire a tutti i cittadini il diritto di partecipazione alla politica attiva. Il Consiglio comunale, dunque, non ha facoltà di adottare un provvedimento contrario a quanto disciplinato dalla normativa vigente».

Un epilogo che non era piaciuto affatto ai proponenti, i quali ora si dicono pronti a dare filo da torcere a quanti avevano tirato un sospiro di sollievo. «Seppur la giunta Maragno abbia invocato pretesti assurdi per non abbassarsi gli stipendi», commenta Rossi, «la guerra di Montesilvano Democratica contro gli sprechi della politica non finirà nel dimenticatoio. In questi giorni, stiamo approfondendo con il Pd e con l’aiuto di alcuni giuristi tutti i provvedimenti legali che ci consentano di portare avanti questa battaglia, forti anche dell’esempio di numerosi Comuni abruzzesi che hanno già tagliato le indennità di carica a sindaco, assessori e consiglieri. Durante la seduta di Consiglio», prosegue il rappresentante della minoranza, «la nostra proposta era stata valutata tecnicamente inammissibile dalla giunta Maragno che ha tirato fuori incompatibilità legali soggette a interpretazioni».

Nel corso della seduta consiliare, Brocchi aveva sottolineato che la riduzione delle indennità è un diritto soggettivo e individuale e aveva invitato i consiglieri a devolvere personalmente le proprie indennità ai soggetti ritenuti più bisognosi. «Quanto accaduto quel giorno nella sala consiliare di Palazzo Diaz», prosegue Rossi, «è stato un vero spettacolo da circo, messo in scena da un’amministrazione di centrodestra incollata alle poltrone, sebbene abbia perso da mesi pezzi della maggioranza. Purtroppo, abbiamo assistito a un circo senza magia», chiude Rossi, «degno del malcostume di questa casta montesilvanese che non si sogna neppure di fare il minimo sacrificio a favore di tanti cittadini in difficoltà». (a.l.)

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