Tagliati 3 pini pericolosi del museo Paparella

7 Novembre 2018

Via Piave, la decisione presa dal consiglio di amministrazione dopo la perizia   di un agronomo. Di Luzio: «Gli alberi saranno sostituiti con cipressi toscani»

PESCARA. Via tre pini domestici dal giardino di Villa Urania, l’edificio tra via Piave e via Regina Margherita sede del museo Paparella Treccia. Il taglio dei tre alberi è cominciato ieri e la fine dei lavori è attesa per oggi. In tanti, incuriositi, si sono fermati per chiedere informazioni su questa rimozione. E il motivo è presto detto. «Sono alberi a elevata pericolosità», spiega Augusto Di Luzio, presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione che gestisce il museo. A stabilirlo è stato il presidente dell’Ordine degli Agronomi, Matteo Colarossi, che si è occupato di un esame della staticità dei pini in questione. «Oltre ad indicare la pericolosità, la perizia indica anche la strada da seguire e cioè l’abbattimento immediato», dice sempre Di Luzio.
Dopo aver ricevuto la perizia («di 12 pagine»), Di Luzio si è rivolto alla Soprintendenza che ha «autorizzato immediatamente l’abbattimento dei pini, dopodiché il via libera definitivo è arrivata dal servizio Verde del Comune. Non ho deciso da solo», fa notare sempre Di Luzio, che ha esposto la situazione «al Consiglio di amministrazione e la decisione è stata unanime». Alla base di tutto c’è il problema della pericolosità. Alcuni rami, infatti, finivano «in strada e immediatamente all’esterno di Villa Urania parcheggiano i portatori di handicap. A rischio anche la villa perché uno degli alberi guardava proprio alla struttura. Se fosse caduto, avrebbe potuto massacrarci. Queste sono responsabilità», dice Di Luzio.
Pescara non è nuova ad episodi del genere: solo pochi giorni fa in via Avezzano un pioppo è caduto in via Avezzano, finendo su un’auto al cui interno c’era una donna, rimasta ferita alla gamba. All’inizio di settembre, invece, un pino è crollato in piazza Italia. «La mia non è stata una scelta improvvisa, per le vicende degli ultimi giorni», chiarisce il presidente del cda. E annuncia che il verde non sparirà affatto da Villa Urania. «Ci sono altre piante (tra cui un cedro da esaminare annualmente) e i pini rimossi saranno sostituiti con cipressi toscani». E presto, tra meno di un mese, il museo, «rimesso a nuovo», riaprirà con una «bellissima mostra d’arte».
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