Taglio alberi sospeso ai Colli per maltempo
PESCARA. Il brutto tempo ferma momentaneamente le operazioni di taglio degli alberi considerati a rischio crolli. I lavori, programmati oggi in via del Santuario, slitteranno probabilmente fino alla...
PESCARA. Il brutto tempo ferma momentaneamente le operazioni di taglio degli alberi considerati a rischio crolli. I lavori, programmati oggi in via del Santuario, slitteranno probabilmente fino alla prossima schiarita.
Ieri, intanto, mentre gli ambientalisti hanno momentaneamente fermato la protesta in attesa della presentazione dell'esposto alla Procura della Repubblica, gli operai del Comune hanno terminato gli abbattimenti dei pini nel quartiere Ina casa e avviato le prime potature in via del Santuario così come previsto dal cronoprogramma. Nel frattempo, si arricchisce di un nuovo tassello la polemica sorta intorno allo studio dell'agronomo Carlo Massimo Rabottini che sulla base di una valutazione fitostatica ha condannato a morte 121 piante ad alto fusto situate tra via Rigopiano, viale Kennedy, via Fonte Romana, viale Vespucci, via Rossetti, piazza Italia, piazza Duca d'Aosta, viale Paolucci, via Gobetti, viale Pepe, via Elettra, via Scarfoglio, via Silone, via del Santuario e via Colle di Mezzo.
A intervenire è l'agronomo Giovanni Morelli, autore della perizia in viale Regina Margherita sui tre pini giudicati inizialmente da abbattere e poi salvati dopo averli sottoposti a indagini strumentali. Una procedura giudicata dall'assessore al Verde Laura Di Pietro «troppo onerosa per le casse in rosso dell'amministrazione visto che si parla di 800 euro più Iva ad albero».
«La fase visiva della valutazione di stabilità», specifica in una nota Giovanni Morelli, «ossia quella adottata a Pescara, rappresenta il fondamento indispensabile di questa pratica diagnostica. Indispensabile, tuttavia, non significa certo sufficiente o esaustivo, come ben noto a tutti coloro che si occupano professionalmente della materia».
Dopo aver analizzato i diversi passaggi dell'analisi strumentale svolta in viale Regina Margherita e le relative conclusioni raggiunte, Morelli aggiunge: «Oggi numerose città integrano i loro programmi con questa metodologia, nell'intento di razionalizzare le risorse disponibili per le indagini, minimizzare gli abbattimenti, ridurre gli impegni manutentivi e, evidentemente, tutelare la pubblica incolumità. Questo perché la valutazione di stabilità è una pratica specialistica tecnicamente complessa. Come ogni atto diagnostico, deve essere inserita in un programma di screening di popolazione, ossia in una strategia pianificatoria e gestionale di lungo periodo».
Ylenia Gifuni
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