Taglio tasse, meno aliquote ecco chi ci guadagna di più

24 Novembre 2021

Scendono da 5 a 4 gli scaglioni dell’Irpef, vantaggi per redditi tra 30 e 50mila euro Il governo sta valutando le modifiche al regime fiscale, tutte le anticipazioni

Le aliquote Irpef potrebbero scendere da 5 a 4, con quella al 38% che passerebbe al 34%, accompagnata da una revisione degli scaglioni, che avvantaggerebbe in particolare i redditi tra 30mila e i 50 mila euro. Sono ancora ipotesi, ma già sul tavolo del Governo, che sta valutando una possibile modifica degli scaglioni. Chi ci guadagna? Il ceto medio
CHI CI GUADAGNA
La metà dei contribuenti ha un reddito tra i 15mila e i 50mila euro e paga il 56% dell’Irpef totale, mentre solo il 6% ha un reddito superiore a 50 mila euro, pari al 40% dell’Irpef. Il gruppo più numeroso, quasi 6,5 milioni di contribuenti in Italia, dichiara un reddito tra i 20mila e i 26mila, mentre circa 6 milioni di contribuenti si attestano nella fascia 30-50 mila euro. Mentre il ministro dell’Economia, Daniele Franco, stringe i tempi per l’intesa nella maggioranza su come distribuire gli 8 miliardi di euro di tasse in meno previsti per il 2022, Confindustria chiede di aumentare a 13 miliardi il taglio e la Cgil insiste perché venga destinato tutto a lavoratori dipendenti e pensionati.
VANTAGGI PER I LAVORATORI
Si susseguono gli incontri tra i partiti per discutere dell’emendamento alla legge di Bilancio che lo stesso esecutivo intende presentare al Senato per stabilire come utilizzare lo stanziamento da 8 miliardi. Il Governo lavora a un mix di misure a favore dei lavoratori e delle imprese: per i primi si interverrà con una serie di riduzioni delle aliquote Irpef, di revisione degli scaglioni e di aumento delle detrazioni che favorirà in particolare il ceto medio, con un taglio del prelievo che, in termini percentuali, sarà a due cifre per i redditi fino a 20mila euro e poi, via via, decrescente per chi guadagna di più. In ogni caso, molto consistente in termini assoluti sul ceto medio, quello che oscilla tra i 30 e i 50mila euro dichiarati annualmente.
VANTAGGI PER LE IMPRESE
Per le imprese, invece, si interverrà sull’Irap, ma si sta ancora discutendo se tagliare l’aliquota per tutti, ad eccezione delle società di capitali che sono economicamente più consistenti, o se aumentare la deduzione a favore delle imprese più piccole. Così come non c’è ancora intesa su quanto destinare ai lavoratori e quanto alle imprese. Resta valida l’ipotesi iniziale di 6 miliardi ai primi e 2 miliardi alle seconde, ma solo l’ambiziosa riforma dell’Irpef assorbirebbe più di 6 miliardi.
TAGLI E CALCOLO ISTAT
Secondo lo schema pensato dal Governo, dei circa 8 miliardi stanziati complessivamente sei andrebbero ad alleggerire il carico sui lavoratori e i due rimanenti aiuterebbero le imprese a recuperare i livelli pre-pandemia più velocemente possibile. Questi due tagli sono contemplati nella legge di Bilancio, laddove la manovra finanziaria 2022 prevede di ridurre il cuneo fiscale sul lavoro e le aliquote marginali effettive. Il primo, dunque, andrebbe a intervenire sulle aliquote Irpef. Soprattutto, secondo l’ipotesi più accreditata, su quella al 38%, in cui rientrano i redditi tra i 28 mila e i 55mila euro, che potrebbe scendere al 36%, aiutando così gli stipendi medio-alti, ovvero i mediamente più colpiti dall’Imposta sul Reddito delle persone fisiche. Secondo i calcoli dell'Esecutivo che sta elaborando le proiezioni, ogni punto tagliato avrebbe un costo di circa 1 miliardo di euro.
QUANTO COSTA
Ridurre la prima aliquota del 27%, quella che si applica ai redditi compresi tra i 15 mila e i 28 mila euro costerebbe non meno di 2 miliardi di euro. Stessa cifra anche per il taglio dell’Irap sulle società di persone e ditte individuali. Allo studio anche la revisione delle detrazioni, ma se tutti gli 8 miliardi per il taglio delle tasse fossero destinati al calo del cuneo fiscale sul lavoro, si registrerebbe un incremento del reddito delle famiglie pari allo 0,71% rispetto al valore del 2020 e pari allo 0,69% rispetto al 2019. Numeri che sono stati forniti in audizione sulla Manovra dal presidente dell'Istat, Gian Carlo Blangiardo. Se le risorse fossero, invece, dirette ad abbassare il prelievo fiscale sulle retribuzioni, verrebbe ridotto il carico medio fiscale sulle retribuzioni dell’1,6%, rispetto al livello del 2020, e dell’1,5% rispetto al 2019. La riforma fiscale è una delle misure più attese della manovra 2022 per il forte impatto sociale e il rilancio dell'economia.
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