Tajani: Masci è il migliore D’Amico: vince Costantini

Il centrodestra punta sulle gigantografie di Berlusconi: «Sempre nei nostri cuori» Il centrosinistra canta Ligabue. Pettinari: «Noi non tradiremo mai gli elettori»
PESCARA. La gigantografia di Silvio Berlusconi che spunta all’improvviso sul maxischermo e l’abbraccio del vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, con il sindaco uscente Carlo Masci; l’applauso elegante del consigliere regionale Luciano D’Amico per la Pescara sognata da Carlo Costantini; l’appello cuore e passione di Domenico Pettinari, giunto all’impresa del 28° comizio in un mese di campagna elettorale. Sono le tre istantanee degli ultimi comizi in vista del voto di oggi e domani: ora la parola passa a 103mila pescaresi. Nell’album delle foto, manca quella del renziano Gianluca Fusilli che, ieri, ha rinunciato all’adrenalina dell’appello finale per una serie di incontri faccia a faccia.
Alla festa del centrodestra alla Madonnina, con il mare alle spalle, il cantiere del waterfront da quasi 4 milioni e Federico Perrotta in versione cantante, Tajani, presidente di Forza Italia e candidato alle europee, spinge Masci come nessuno: «È stato un eccellente sindaco, uno dei migliori d’Italia, un fiore all’occhiello di Forza Italia. Ha trasformato questa città ma per completare l’opera servono altri 5 anni di lavoro. E io», dice Tajani, «ho voluto dare un segnale di grande attenzione a Pescara, all’Abruzzo e al Sud Italia decidendo di portare qui il G7 sviluppo». Masci, con la coalizione schierata al completo, si commuove al pensiero di Berlusconi: «Fra qualche giorno ricorderemo il primo anno della sua scomparsa ma Berlusconi è sempre nei nostri cuori, la sua presenza è forte ed è una stella polare che ci spinge ad andare ancora avanti».
Si raduna in piazza Muzii il popolo del centrosinistra e applaude sulle note di Ligabue, “Il meglio deve ancora venire”. «Ho deciso di candidarmi a sindaco», dice Costantini, «per un motivo ben preciso: da pescarese sono stanco di vedere la mia città ferma, spenta, senza parcheggi e con il commercio in crisi. L’ho fatto perché è indispensabile riaprire Pescara. Abbiamo in mente una Pescara a misura di cittadino, accessibile e inclusiva. Abbiamo due giorni, per cambiare Pescara».
L’ultimo a parlare, presentato da Ernesto Grippo, ex capo dei vigili urbani con l’amministrazione e ora dirigente della polizia locale di Roseto, è il civico Pettinari: «A Pescara c’è bisogno di un cambiamento radicale e questo può accadere solo votando la coalizione civica Pettinari Sindaco: noi ci contrapponiamo alle politiche messe in atto dai partiti che hanno governato la città negli ultimi vent’anni. I partiti hanno avuto l’opportunità di governare e hanno fallito: noi, invece, non tradiremo il voto degli elettori, andremo avanti fino alla fine con la nostra coerenza». E poi i cavalli di battaglia della questione morale e della legalità: «Ho messo a rischio la mia vita, ho fatto comizi sotto casa dei criminali puntando il dito contro di loro e ho ricevuto minacce. Ho fatto davvero di tutto, di più non potevo».
Anche senza un comizio, Camillo D’Alessandro, presidente di Italia, va all’attacco di Costantini: «Costantini ha diviso per la seconda volta il campo dell’alternativa. Hanno regalato a Masci la narrazione dell’unità del centrodestra e la divisione dei suoi avversari, ma non siamo stati noi. Il re è nudo: il voto utile è Fusilli». (p.l.)

