Tajani: «Nessuno è colpevole di morire»

13 Ottobre 2022

Anche la politica si schiera. La senatrice Di Girolamo: «Decisione sconcertante, infangata la memoria»

L’AQUILA. Non solo i familiari delle vittime, non solo L’Aquila e l’intero Abruzzo: al coro unanime di proteste contro la sentenza civile del Tribunale dell’Aquila si è aggiunta anche la politica nazionale.
Ieri ha infatti preso posizione innanzitutto il coordinatore nazionale di Forza Italia Antonio Tajani: «Concorso di colpa. Condotta incauta. Così una sentenza del tribunale di L'Aquila nei confronti di alcune vittime del sisma nel 2009. Chi affronta un terremoto non può mai essere colpevole di morire. Immaginate la paura in quegli attimi. Mi auguro che la sentenza cambi in appello».
Per la senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo, invece, «la sentenza infanga la memoria delle vittime». Aggiunge la parlamentare di Sulmona: «Vergogna. Non riesco a trovare un altro termine per commentare la sentenza del tribunale dell’Aquila secondo cui alcune delle vittime del terremoto dell’aprile 2009 morirono sotto le macerie perché “incaute”. Quelle persone, secondo i giudici, sbagliarono a dormire quella notte nelle proprie abitazioni, poi crollate, poiché si era reduci da uno sciame sismico. Quindi avrebbero dovuto sapere o immaginare quello che poi sarebbe accaduto. Una decisione sconcertante, che non solo non rispetta la memoria di chi ha perso la vita ma che crea anche un pericoloso precedente. Voglio esprimere tutta la mia vicinanza alle famiglie di quelle vittime che in attesa che si faccia giustizia e che emerga la verità ora devono subire anche l’onta di vedere infangati, da un tribunale per giunta, la memoria dei propri cari».
E poi anche l’abruzzese Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione comunista, con parole durissime: «È una sentenza vergognosa. Pare che chi l’ha emessa non ricordi i fatti, cioè i messaggi ingiustificatamente rassicuranti ripetuti dalle autorità, nonché la mancanza di indicazioni il comportamento preventivo, nonostante settimane di sciame sismico. Non si possono colpevolizzare le vittime. È assurdo. La commissione Grandi rischi è stata assolta dopo una condanna a 6 anni in primo grado e ora la colpa sarebbe di chi ha perso la vita sotto le macerie?». (u.c.)