Tamponi a tutti gli ospiti del centro di accoglienza

Città Sant’Angelo. Dopo un caso positivo in 29 sono in quarantena in attesa dei test Ma il problema è anche l’affollamento. Il sindaco: «Abbiamo informato la Asl»
CITTÀ SANT’ANGELO. Tamponi a tappeto per i 29 ospiti del Cas di Città Sant’Angelo e verifiche sulla capienza degli spazi messi a disposizione dal centro di accoglienza. Sono queste le richieste che il sindaco Matteo Perazzetti ha rivolto allo Iesp di Pescara, all’indomani di quanto accaduto nei due appartamenti di corso Umberto e vico Storto giovedì scorso, quando alcuni degli ospiti hanno cercato uscire dal centro, nonostante la zona rossa e la quarantena per una positività all'interno.
A dire il vero si è trattato di pochi minuti di tensione, arginata sul nascere dall’intervento di vigili urbani e carabinieri, che però hanno preoccupato residenti e commercianti della zona. La notizia di una persona positiva al Covid all’interno del Cas ha poi indotto l’amministrazione comunale a chiedere di sottoporre tutti i presenti a tampone, al fine di scongiurare un eventuale focolaio. Da giovedì scorso la struttura viene monitorata dalle autorità, ma anche dallo stesso sindaco, che più volte è tornato sul posto. Proprio in seguito ai diversi sopralluoghi, il primo cittadino ha chiesto allo Iesp di verificare se il numero degli ospiti sia compatibile con gli spazi a disposizione: e la riposta è stata negativa. A oggi, infatti, nei due appartamenti sono 29 le persone presenti, ma in base a quanto accertato non potrebbero essere più di 19. Di fatto un sovraffollamento di 10 unità: in una delle due residenze lo spazio è sufficiente per 8 persone, ma ne sono presenti 14. Nell'altro la capienza è fissata a 11 soggetti, ma ce ne sono 15.
«Come prima cosa abbiamo informato le autorità competenti chiedendo tamponi per tutti», ha spiegato Perazzetti nel corso dell’ultimo consiglio comunale. «Sono stati fatti domenica e attendiamo i risultati. Fin quando non arrivano, queste persone non possono abbandonare l'edificio. Sperando che non ci siano positivi, chi di dovere dovrà provvedere a trovare una sistemazione idonea a questi ragazzi, che attualmente vivono in spazi non superiori a 130 metri quadrati». Perazzetti, però, ha voluto rassicurare tutti, specie per quanto accaduto la scorsa settimana: «Da parte loro c’è sempre stata grande collaborazione. Purtroppo talvolta non riescono a comprendere quello che sta succedendo e messi davanti al divieto di poter uscire qualcuno finisce con l’alterarsi. Ma la cosa è subito rientrata. Molti di loro lavorano e hanno timore che non potendo uscire possano perdere l’occupazione. Ma gli è stato spiegato che è una situazione momentanea esclusivamente per fini sanitari, mi auguro che già in settimana possano arrivare i risultati dei tamponi così da alleggerire il tutto». Quindi conclude: «Ci tengo però a precisare che in tutto questa situazione il Comune è parte terza: noi abbiamo informato lo Iesp e la Asl di quanto accaduto, adesso sta a loro, o a chi di dovere, trovare una soluzione adeguata per evitare ogni tipo di possibile problema».
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