Tamponi anche per i senzatetto e gli operatori di On the Road

Controlli sugli ospiti della tendopoli di via Alento e per l’associazione che collabora con la Croce rossa I casi positivi saranno ospitati nella casa Covid comunale di Villa del Fuoco, requisita alla malavita
PESCARA. Tamponi a sedici senza fissa dimora, ospiti della tendopoli di via Alento, e a quattro operatori dell’associazione On the Road che si occupa degli aiuti ai bisognosi insieme ai volontari della Caritas. Ieri è scattato il piano sicurezza predisposto dall’assessore all’Ascolto del disagio sociale Nicoletta Di Nisio per il controllo della salute dei senzatetto ai tempi del coronavirus.
Un primo gruppo di sedici persone, che dall’inizio della pandemia vivono sotto le tende del parco Miguel Di Santo a San Donato, è stato accompagnato ieri pomeriggio sotto le tende del mini presidio ospedaliero anti Covid della Croce rossa, allestito davanti al pronto soccorso dell’ospedale. Ad attenderli c’erano il dottor Luigi Cledico, del laboratorio di analisi, e l’infermiere Vittorio Acconcia, che hanno eseguito i tamponi ai poveri della tendopoli (gli altri saranno visitati in seguito) e ad alcuni volontari dell’associazione On the Road, guidata da Massimo Ippoliti, pure sottoposto ai controlli. I risultati si conosceranno nei prossimi giorni.
«Chi, tra i senzatetto, sarà trovato positivo al test, verrà ospitato nella casa Covid comunale di Villa del Fuoco, una delle strutture requisite alla malavita», spiega Massimiliano Pignoli, capogruppo Udc in Comune, che con l’assessore Di Nisio segue i progetti solidali portati avanti dall’amministrazione guidata da Carlo Masci.
«Questa iniziativa», dichiara l’assessore Di Nisio, «è la dimostrazione che il Comune si è attivato per dare sicurezza a queste persone che non avrebbero mai avuto l’opportunità di fare un tampone, perché si sarebbero dovuti recare in ospedale. Mi sono battuta affinché si potesse eseguire uno screening a soggetti che, non avendo una casa, girano in città».
Gente che vaga nelle strade e staziona davanti ai negozi delle vie dello shopping, sollevando non pochi malumori tra i commercianti che hanno lamentato il degrado e chiesto aiuto agli amministratori, «e in questa condizione non sfugge a nessuno la possibilità di eventuali infezioni», aggiunge Di Nisio, «sottoponendoli a indagine epidemiologica invece possiamo salvaguardare la loro salute e quella di tutti i cittadini. Ringrazio Asl e On the Road per la collaborazione».
L’assessore all’Ascolto del disagio sociale sottolinea «quanto questa amministrazione ha fatto per i clochard, dal dormitorio alla tendopoli di via Alento, dalla chiusura del mercatino etnico dove era forte la presenza di tossici nella zona della stazione, senza dimenticare ciò che succedeva in piazza Santa Caterina», zona del centro ad alto rischio risse e coltellate prima della chiusura al pubblico dei giardinetti, mesi fa. Molti clochard di via Alento sono pescaresi, ma ci sono anche stranieri originari del Marocco, della Bulgaria o della Nigeria.
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