Tamponi e mascherine in classe: così le scuole tornano a riempirsi

12 Gennaio 2021

Lezioni in presenza per circa 7.700 studenti di Pescara e provincia con doppio orario di entrata I presidi: «Sono stati contenti, ma le limitazioni presenti non rendono questo rientro spensierato»

PESCARA. Sono tornati a sedersi tra i banchi, rigorosamente distanziati. Mascherine sul volto e igienizzanti a portata di mano, circa 7.700 studenti delle scuole superiori di Pescara e provincia ieri mattina sono rientrati in aula, dopo due mesi pieni di didattica solo da remoto. Un rientro della metà degli iscritti negli istituti superiori, così come stabilito dalle regole dettate dal governo, e dilazionato in due grandi fasce orarie, secondo il piano del tavolo di coordinamento tra Prefettura, istituti, ufficio scolastico e società dei trasporti. La prima giornata ha visto gli orari delle lezioni svilupparsi dalle 8 alle 13,30 e dalle 9,30 alle 14,30. Un metodo per evitare il più possibile gli assembramenti sui mezzi pubblici, vero grande timore della ripresa della didattica in presenza.
RIENTRO IN AULA. Nelle scuole gli ingressi scaglionati nell’orario, ma anche differenziati in diversi punti di accesso, sembrano aver funzionato. All’Acerbo ieri hanno seguito in presenza 680 studenti di 34 classi. «I ragazzi», commenta il dirigente Carlo Di Michele, «sono stati contenti di aver rincontrato di persona coetanei e professori, ma le limitazioni presenti non rendono questo rientro spensierato. Riprendere la dimensione sociale nella vita degli studenti è un lavoro che la scuola deve fare».
«La scuola è incontro e la cultura si genera nell'incontro», afferma Antonella Sanvitale, preside del classico d'Annunzio, che ha riaperto le porte alle quinte e alle prime, per un totale di circa 400 alunni. «Specie gli studenti di quinta sono desiderosi di stare in presenza, perché avvertono l'incombenza degli esami».
«I ragazzi hanno dimostrato grande attenzione alle regole, entusiasmo di tornare e di riappropriarsi dei loro spazi», dice la preside dello scientifico Leonardo da Vinci, Nora Ruggieri, con circa 850 alunni in presenza. Trentuno classi sono tornate a popolare l’istituto alberghiero e turistico De Cecco, per un totale di 600 studenti circa. «La scuola in presenza è una sfida che dobbiamo affrontare tutti. La didattica digitale non può sostituire integralmente quella in presenza per non compromettere un efficace apprendimento e una formazione di qualità», sottolinea la preside Alessandra Di Pietro. Trentatré le classi in presenza allo scientifico Galilei, delle quali 15 nella sede di via Balilla. Tutti coloro che entrano nei due plessi passano sotto un varco che misura la temperatura corporea e nebulizza un igienizzante. «C'era tanta voglia di tornare a scuola sia dei ragazzi che dei docenti», dichiara il preside Carlo Cappello. «Ho fatto un giro tra le classi, per raccomandare atteggiamenti responsabili specie fuori dalla scuola, perché ciò che accade all'esterno poi si riporta dentro, ma siamo molto fiduciosi sulla maturità dei ragazzi».
SCREENING. La prima giornata ha rappresentato anche l'inizio dello screening, con i test rapidi antigenici, dedicato agli studenti. Così com'è accaduto nei giorni scorsi, per i tamponi riservati al personale scolastico, una équipe per scuola, da ieri ha cominciato a effettuare i test su coloro che volontariamente hanno deciso di partecipare al monitoraggio. Il classico ha allestito la postazione dentro la palestra. Ieri si sono sottoposti al test gli alunni delle sette classi quinte, per un totale di 118 su 150 alunni. «In alcuni casi, i ragazzi avevano partecipato agli screening nei loro comuni, mentre in altri casi si sono rifiutati. Sebbene parliamo di 3-4 ragazzi per classe è un peccato. Da domani (oggi ndc) voglio risensibilizzare tutti al bene personale che poi coincide con il bene comune», specifica la dirigente Sanvitale. Sono 120 i test rapidi somministrati agli studenti e 30 ai docenti del De Cecco. «Sottoporsi allo screening anti Covid è un atto di fiducia nel futuro, di responsabilità civile e di rispetto verso se stessi, la propria famiglia e la comunità scolastica», commenta la preside Di Pietro. «È un momento in più per ricordare agli studenti che fondamentali sono la serietà e la ragionevolezza dei comportamenti». Stesso numero, 120, anche all'Acerbo, più qualche docente che sabato non era riuscito ad aderire, nella postazione allestita nella palestra. Sette le classi coinvolte nei test, per un totale di circa 180 ragazzi, al liceo scientifico Leonardo da Vinci. «C'è stata una partecipazione al 100 per cento nelle prime classi coinvolte», evidenzia la preside Ruggieri. «Abbiamo deciso di riservare uno spazio dedicato per l’esecuzione dei tamponi, per una questione di tutela della privacy, ma anche emotiva dei ragazzi». Allo scientifico Galilei i test sono stati circa 140, cominciati dalla sede di via Balilla. «L’adesione è stata alta», commenta Cappello. «Chi non ha partecipato è perché si era già sottoposto a screening nei comuni di residenza. Stiamo condividendo con i ragazzi la necessità di partecipare per responsabilità per il bene di tutti».
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