Tamponi, risposte ai dubbi più comuni

23 Dicembre 2021

Quando fare i test (rapidi o molecolari) dopo un contatto a rischio, no a quelli fai-da-te

PESCARA. Quando eseguire il tampone anti-Covid? Qual è il più sicuro tra il molecolare e il rapido antigenico? A fare chiarezza sono l’Associazione dei microbiologi clinici italiani e la Federazione italiana società scientifiche di laboratorio, ma anche l’esperto Fabrizio Pregliasco.
Lo fanno in un momento particolare, quello delle feste natalizie, con i timori dell’impennata di casi della quarta ondata e i timori per l’avanzata di Omicron.
QUANDO ESEGUIRLO
«Il lasso temporale in cui il virus è rilevabile va da 24 ore dopo il contatto con un positivo a 5 giorni dopo. L’ideale sarebbe quindi fare un tampone a 48 ore e poi ripeterlo a 5 giorni», spiega il presidente delle due associazioni Pierangelo Clerici al Corriere della Sera.
Quando, dunque, sospettare un possibile contagio da Covid? A questa domanda risponde, sempre sulle pagine del Corriere, il docente di Igiene generale e Medicina preventiva presso l’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco: «Il tampone va fatto se si manifesta una sintomatologia multipla e ovviamente se c’è un’ipotesi di contatto stretto con un positivo».
È importante ricordare, in quest’ottica, che un “contatto stretto” è “chiunque sia stato esposto da un caso probabile o confermato di Covid da 48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del positivo.
DURANTE LE FESTE
Clerici parlando dei tamponi in vista dei cenoni e delle riunioni di famiglia: «La “psicosi da tamponi”, sotto le feste, risulta davvero eccessiva: i vaccinati possono sì infettarsi ma sono protetti al 90% dalla malattia sintomatica. Un consiglio, comunque, può essere quello di “avere un’attenzione in più se in famiglia è presente un soggetto fragile, per esempio trapiantato o in chemioterapia: ma anche in questo caso non servono necessariamente tamponi a tappeto, basterebbero mascherine e distanziamento».
QUALE TAMPONE
Il presidente dell’Associazione dei microbiologi e della Federazione società scientifiche di laboratorio spiega anche quale tampone eseguire. «Il molecolare resta il più sicuro perché ha una sensibilità superiore al 99%, mentre il rapido di poco sopra al 90%. No a quelli fai-da-te», spiega Clerici, aggiungendo poi: «Il molecolare, inoltre, permette anche di identificare la variante attraverso il sequenziamento del tampone positivo, cosa impossibile con i test rapidi. Ma non esiste il rischio che Omicron possa “bucare” i test, né molecolari né antigenici».