Tanda: la Asl annulli la richiesta del ticket

Polemica sul rimborso di 41 euro preteso dai familiari di una vittima di Rigopiano a distanza di 8 anni
PENNE. «Ringraziamo il direttore generale della Asl per la disponibilità, ma se quel ticket va pagato lo pagheremo. Accetteremo di non pagare solo nel caso in cui quella cartella verrà annullata». Così Gianluca Tanda, presidente del Comitato vittime di Rigopiano e fratello di Marco, morto tra le macerie dell’hotel a 25 anni, a proposito delle polemiche circa la diffida di pagamento di un ticket da 40,97 euro che la Asl ha inviato alla madre, perché il giorno dopo la tragedia, capendo che forse non avrebbe mai più rivisto suo figlio, in attesa di notizie al Pronto soccorso di Penne, aveva avuto un malore ed era stata assistita dal personale sanitario.
Se il direttore generale della Asl, Vero Michitelli, da un lato spiega che quella diffida è un «atto dovuto» perché la legge è legge e la Asl ha l’obbligo di richiedere il saldo delle prestazioni non pagate, dall’altro, colpito dal punto di vista umano, si è detto disponibile a saldare a titolo personale il ticket in questione.
Tanda, però, respinge al mittente l’offerta: «Se quel ticket va pagato, lo pagheremo noi», dice sottolineando l’assurdità della vicenda e ricordando che la madre si era sentita male all’interno del Pronto soccorso, dove i familiari attendevano notizie, e che il personale sanitario era intervenuto in suo aiuto autonomamente.
Il 19 gennaio 2017, giorno dopo la tragedia, la signora Elma era all’ospedale di Penne e si sentì male per una crisi d’ansia: aveva capito che quella che si stava consumando era una vera e propria tragedia. Il crollo, infatti, ci fu quando le chiesero di compilare un questionario sui segni particolari del figlio, nel caso di ritrovamento del corpo. Dopo quasi otto anni, la richiesta di saldare il debito per quella prestazione sanitaria: 40,97 euro, compresi 4,82 euro per le spese di spedizione della diffida di pagamento. «Conviviamo con il dolore e proviamo a farlo nel migliore dei modi, ma ogni volta c’è qualcosa che ci riporta a quelle ore drammatiche», afferma Gianluca Tanda.
A Rigopiano morirono 29 persone; si salvarono solo in 11.

