Tangenti per l’appalto della Asl: ora la Procura blinda le accuse

15 Giugno 2021

I pm Benigni e Sciarretta chiedono l’incidente probatorio per acquisire le confessioni di Dolce e Mattucci L’azienda sanitaria è parte offesa ma tra gli indagati c’è il direttore Ciamponi: spunta l’incompatibilità

PESCARA. La procura di Pescara vuole cristallizzare le confessioni dell’ex presidente della coop La Rondine, Domenico Mattucci, e della ex coordinatrice Luigia Dolce. Lo fa chiedendo al gip un incidente probatorio e spedendo agli interessati la notifica di questo importante passaggio processuale che permetterà ai magistrati Anna Benigni e Luca Sciarretta, di far entrare da subito quelle dichiarazioni accusatorie ed autoaccusatorie nel fascicolo dell’inchiesta su quel presunto appalto truccato della Asl da 11 milioni di euro per la gestione delle residenze psichiatriche extra ospedaliere, che venne affidato appunto alla Rondine, grazie al ruolo chiave che avrebbe avuto in questa vicenda Sabatino Trotta, il primario finito in manette insieme ai due della coop, e suicida in carcere lo stesso giorno del suo ingresso. Ma la notifica, per questo incidente probatorio, ha anche un terzo destinatario che è l’attuale direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, accusato di corruzione, che firmò quella aggiudicazione (poi revocata dopo lo scandalo e gli arresti). E il fine ultimo dei magistrati è proprio quello di stringere il cerchio nei confronti del numero uno della Asl pescarese, nel cui telefono sono stati trovati elementi indiziari considerati molto utili ai fine dell’inchiesta e dell’accertamento corruttivo intercorso tra i quattro protagonisti. E i pm lo dicono nel capo di imputazione spedito al gip quando scrivono che Ciamponi «asserviva la funzione pubblica esercitata, per denaro e altre utilità, agli interessi privati di Mattucci e Dolce. Segnatamente per sottoscrivere in data 2 marzo 2021 il contratto d’appalto con l’aggiudicataria Sgs, nonostante in data 3 novembre 2020, nelle more della definizione della procedura di gara, il presidente del cda Sgs, Maria Luigia Di Blasio, e il vice presidente del cda de La Rondine, Arnaldina Di Ilio, fossero stati attinti da provvedimento di rinvio a giudizio per turbativa d’asta, circostanza che, costituendo grave illecito professionale e non essendo peraltro stata comunicata alla Asl di Pescara, avrebbe potuto indurre l’ente appaltante ad escludere il consorzio Sgs e ad aggiudicare la gara alla società seconda classificata». E invece quel contratto venne firmato lo stesso da Ciamponi che, sostiene la procura, «riceveva indebitamente per sé da Mattucci e Dolce la somma di 8.000 euro: denaro che veniva corrisposto in contanti da Mattucci, per il tramite della Dolce, a Trotta il quale lo consegnava al venditore Enrico Sborgia in pagamento dell’auto Fiat 500 acquistata dal Ciamponi». Tutto questo anche se risulta che Ciamponi pagò ufficialmente Sborgia con un suo assegno. Ma nel suo telefonino, dove la procura ha potuto mettere il naso dopo il sequestro, tra le altre cose è stato ritrovato anche uno scambio di sms tra Ciamponi e Trotta, dove il primo invitata lo psichiatra suo amico a comunicare al concessionario l’intestatario dell’auto attraverso l’invio del documento di identità: e cioè quello dello stesso Ciamponi. E il giorno in cui Trotta prese quegli 8.000 euro da Mattucci, venne seguito dai finanzieri mentre si recava in auto con Ciamponi dal concessionario. Date e circostanze fornite concordemente da Mattucci e Dolce che ora non dovranno far altro che ripeterle davanti al gip Nicola Colantonio che nei prossimi giorni dovrà fissare la data per l’incidente probatorio.
Ma adesso si verifica un piccolo incidente amministrativo-procedurale, diciamo così. In base ai capi di imputazione dell’incidente probatorio, la parte offesa è la Asl: ma Ciamponi, pur essendo il numero uno della Asl, è anche coinvolto nello stesso provvedimento come indagato per corruzione. Una incompatibilità che costringerà l’Azienda sanitaria a far gestire questa possibile costituzione al dirigente più anziano tra quello sanitario e amministrativo: eventualità che potrebbe essere scongiurata tecnicamente soltanto dalle dimissioni di Ciamponi.
L’inchiesta, come si vede, non è affatto conclusa e ancora lontana dalla definizione davanti al gup: primo perché il risultato peritale completo sul telefonino di Ciamponi (è stata depositata soltanto una piccola parte dove figura appunto lo scambio di sms con Trotta) verrà restituito dal perito fra circa 30 giorni, ma soprattutto perché la procura ha già inviato agli interessati la proroga delle indagini per altri sei mesi. Ecco dunque che l’incidente probatorio diventa un passaggio molto importante in questa fase, in quanto Mattucci e Dolce, sui fatti concernenti la presunta responsabilità del coindagato Ciamponi in ordine ai fatti di cui ai capi di imputazione provvisori, sono stati piuttosto precisi. «I due indagati», scrivono i pm, «hanno già reso dichiarazioni auto ed eteroaccusatorie in merito alla responsabilità di Ciamponi. È evidente come tale chiamata in correità abbia un’assoluta rilevanza per la decisione dibattimentale».