Tangenziale, rumori ancora sopra i limiti Diffidato il Comune

23 Settembre 2018

Residente di via San Gottardo all’attacco dopo la sentenza del Tar e l’inerzia dell’amministrazione: «Ente inadempiente da 7 anni»

MONTESILVANO. Il Comune di Montesilvano non ha messo in atto alcuna azione per risolvere il problema dell'inquinamento acustico nel tratto iniziale della statale 714 tangenziale di Pescara, tra via Chiarini e via San Gottardo, nonostante la problematica fosse nota già dal 2011 dopo gli accertamenti dell'Arta e neanche in virtù della sentenza n. 188/2018 dello scorso giugno da parte del Tar di Pescara, che aveva ordinato all'ente di provvedere al risanamento ambientale entro 60 giorni.
Questa l’accusa dell'avvocato Fabio De Massis, che rappresenta i residenti che si erano rivolti al Tar, i signori D'Agnese, e che a 60 giorni dalla sentenza che ha condannato il Comune ad adempiere agli obblighi di legge hanno deciso di adire le vie legali. In una nota dell’avvocato si ripercorre la vicenda sin dall'apertura dell'uscita della tangenziale sul versante di Montesilvano nel 2010, quando l'Anas prescrisse la parziale limitazione del transito ai soli veicoli di massa a pieno carico inferiore a 7,50 tonnellate. «Un rimedio risultato insufficiente a limitare l'inquinamento acustico dell'area», spiega l’avvocato «tanto che l'Arta, dopo i dovuti accertamenti, nel 2011 aveva invitato il Comune di Montesilvano, quale ente gestore del tratto viario, a procedere al risanamento acustico. I residenti aspettano da allora che qualcuno dal municipio adempia ai suoi obblighi di legge. Un’attesa sinora inutile nonostante esposti, manifestazioni (il comitato “Vestina Pulita” denuncia da anni lo stato di inquinamento della strada) e ora anche azioni giudiziarie». «Nei casi come questo di superamento dei limiti di legge», afferma De Massis «la norma impone sia un intervento di mitigazione acustica che la predisposizione di piani di risanamento acustico e al sindaco, nell'immediato, di porre in essere le eventuali misure cautelari a carattere di urgenza per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica, anche con l'inibizione parziale o totale delle attività che creano rumore. Dopo circa sette anni, il Comune non ha attuato alcuna delle azioni stabilite dal decreto ministeriale 29.11.00 secondo il quale gli interventi di bonifica necessitano di una pianificazione mediante rilevazione dei flussi di traffico, tipologia di mezzi e durata di transito, nonché una caratterizzazione acustica della sorgente rumorosa e l'individuazione degli edifici da risanare». Mauro D'Agnese, residente, sostiene di avere «perso ogni fiducia nell'amministrazione: dopo anni di inutili promesse non è bastata neppure la sentenza del Tar. Da 7 anni» aggiunge «coi miei famigliari conduco una vita di inferno, costretti come siamo a vivere in una casa senza poter aprire le finestre. Sono stato obbligato ad agire per vie legali perché il Comune facesse quello che la legge gli impone». A rispondere è l’assessore ai Lavori pubblici Valter Cozzi: «L'unica soluzione alle problematiche legate all'inquinamento, anche acustico, può arrivare dal completamento della variante. Un’area strategica per l'area metropolitana pescarese. Il progetto di completamento della variante», prosegue «è una delle opere incompiute per eccellenza di tutta la Regione: questa amministrazione ha percorso tutte le strade possibili per giungere a una soluzione. Nel progetto di completamento della variante è necessario l’intervento di enti sovraordinati al Comune. Ecco perché siamo stati promotori di diversi incontri, anche col presidente di Anas Armani». (l.d.f.)