Tanta commozione per l’addio a Checchino

A Penne chiesa gremita per l’ultimo saluto al 54enne morto dopo la caduta dallo scooter
PENNE. È stato un ultimo saluto commosso e partecipato quello che la città di Penne ha riservato ieri pomeriggio a Francesco Di Benedetto, il barbiere conosciuto da tutti come Checchino. Alle 15,30, nella chiesa di San Domenico, c’erano davvero tante persone a salutare lo storico barbiere pennese.
All’omelia di don Giorgio Moriconi tanti occhi lucidi e tanta tristezza per una persona che è stata amata e benvoluta da tutti. «Ha tagliato i capelli a tantissimi ragazzi e per alcuni è stato come uno zio», racconta una signora all’uscita dalla chiesa.
«Era una persona unica, riusciva a strappare sempre un sorriso a chiunque avesse modo di scambiarci due parole», racconta un suo amico di vecchia data.
Grande tifoso della Juventus, Francesco Di Benedetto, 54 anni, aveva cinque figli, un maschio e quattro femmine. È morto dopo un incidente con il suo scooter avvenuto domenica sera mentre percorreva la statale 81, a poca distanza dall’ospedale San Massimo, per fare ritorno a casa in via San Rocco dopo una cena con gli amici. Per l’uomo, da qualche anno in pensione, non c’è stato niente da fare.
Dopo aver perso il controllo del mezzo, forse a causa di un malore, è finito sull’altra corsia battendo violentemente la testa a terra. Non indossava il casco e purtroppo l’impatto è stato letale. Quando sono arrivati i soccorsi, venti minuti dopo lo schianto, perché l’ambulanza medicalizzata del 118 di Penne era già fuori per un altro intervento, Di Benedetto era già morto. A ricostruire l’accaduto sono stati i militari della compagnia di Penne, coordinati dal comandante Alessandro Albano, che hanno disposto l’esame del sangue per fare chiarezza sul suo stato di salute al momento dell’incidente.
Francesco Bellante
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