Tar Pescara Aumenta il contenzioso sugli appalti

12 Marzo 2017

PESCARA. Trentotto ricorsi in più, nel 2016, rispetto al 2015 - da 385 a 423 - con, in particolare, un aumento del numero dei ricorsi in materia di appalti pubblici; mentre è leggermente diminuito il...

PESCARA. Trentotto ricorsi in più, nel 2016, rispetto al 2015 - da 385 a 423 - con, in particolare, un aumento del numero dei ricorsi in materia di appalti pubblici; mentre è leggermente diminuito il numero dei ricorsi in materia di edilizia ed urbanistica, in materia di espropriazione e di servizi pubblici. È quanto è emerso dalla relazione del presidente del Tar Abruzzo, sezione staccata di Pescara, Amedeo Urbano, da alcuni mesi alla guida del tribunale amministrativo, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario.

Durante la cerimonia, che si è svolta ieri nella sala consiliare della Provincia di Pescara, è poi anche emerso che la produttività del Tar di Pescara è pari all'87,5% dei ricorsi depositati, in quanto sono stati definiti 370 processi su 423 ricorsi, mentre il periodo di tempo medio per definire i ricorsi che intercorre dal deposito del ricorso alla pubblicazione della sentenza, è in generale pari a circa 220 giorni. In materia di appalti, poi, il periodo medio per definire i ricorsi è di 130 giorni. Un appuntamento, quello di ieri, al quale hanno preso parte, tra gli altri, il presidente della giunta regionale, Luciano D'Alfonso, il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, il prefetto di Pescara, Alessandro Provolo, e il vescovo dell'arcidiocesi Pescara-Penne, monsignor Tommaso Valentinetti. In particolare D'Alfonso ha ricordato la vicenda dell'anno scorso, quando l'azione congiunta dei parlamentari e delle istituzioni abruzzesi, riuscì a scongiurare la chiusura della sezione staccata del Tar di Pescara. D'Alfonso, inoltre, anche di fronte al sottodimensionamento dell'organico del Tar di Pescara - tre i magistrati presenti, a fronte dei sei di cui necessiterebbe - ha chiesto un numero di «risorse umane adeguate». Aggiungendo «due provocazioni», come le ha definite il governatore. Una sarebbe quella in cui Il Tar abbia anche «una funzione consultiva, come accade per la Corte dei Conti», mentre l'altra riguarderebbe una semplificazione delle procedure, rimodellandosi sul modello della Unione europea in materia di accesso ai finanziamenti. «In Europa», ha precisato D'Alfonso, «nelle domande per l'accesso ai finanziamenti, non chiedono l'assenza di errori, ma è stabilita una tolleranza nel numero di questi».

Le altre cifre che ieri sono emerse sull'attività del Tar, hanno evidenziato che nel 2016 sono state pronunciate 137 ordinanze collegiali di sospensiva, di cui solo 15 sono state appellate, oltre a 48 decreti cautelari monocratici. In più, sempre nella relazione del presidente Urbano, è stato rilevato che l'aumento del numero dei ricorsi depositati, ha prodotto un aumento delle somme versate all'erario, per il contributo unificato. E questo grazie soprattutto all'aumento dei ricorsi in materia di appalti: da 434.283 euro, si è passati a 633.189 euro, con un incremento di 198.900 euro.

Vito de Luca