Tari e Cosap, versamenti entro il 31 Ma il Comune studia una proroga

16 Marzo 2020

Si avvicina il termine per la prima rata della tassa sui rifiuti e del canone per passi carrabili e cantieri L’assessore Seccia: «Stiamo pensando a un rinvio di due mesi a causa dell’emergenza coronavirus»

PESCARA. In piena emergenza coronavirus, un altro incubo si sta facendo strada tra i contribuenti pescaresi: il pagamento delle tasse locali. Entro la fine del mese si dovranno versare la prima rata della Tari (la tassa sui rifiuti) e della Cosap (il Canome per l’occupazione del suolo pubblico), che il Comune aveva già provveduto a posticipare dal 31 gennaio al 31 marzo appena un mese fa dopo l’adeguamento delle tariffe ai tassi Istat.
ALLO STUDIO UN RINVIO. Proprio ieri, il governo ha varato una serie di misure a seguito dell’emergenza coronavirus per aiutare famiglie e imprese e tra queste figurano delle agevolazioni e i rinvii di alcuni pagamenti. Ma dal Comune di Pescara, almeno per il momento, non sono arrivate decisioni in merito ai versamenti dei tributi locali da effettuare entro la fine di questo mese.
Tuttavia, l’amministrazione sta pensando a un rinvio. Lo ha rivelato al Centro l’assessore ai tributi Eugenio Seccia. «Stiamo attendendo che il governo vari una serie di misure per l’emergenza coronavirus per poterci regolare», ha affermato Seccia sabato scorso, «dopodiché, prenderemo una decisione sul pagamento delle imposte in scadenza, ma la nostra intenzione è quella di far slittare di qualche mese i versamenti».
DOPPIA SCADENZA. Il pagamento della prima rata della Tari, tra l’altro, è stata fatta coincidere con quello della Cosap, dovuta, è bene ricordarlo, dai titolari di box, garage e cortili per i passi carrabili, dalle imprese che occupano il suolo pubblico con le impalcature, dai commercianti ambulanti per i banchi dei mercati. Proprio per questa decisione di far coincidere le due scadenze, il centrosinistra aveva sollevato una polemica nelle settimane scorse.
MANCANO I BOLLETTINI. Un altro problema, oltre al fatto che i cittadini rinchiusi in casa in questi giorni non avrebbero la possibilità di effettuare i pagamenti, riguarda i bollettini. Gli uffici della società di riscossione del Comune Adriatica risorse, sicuramente chiusi per l’emergenza coronavirus, non hanno ancora provveduto ad inviare ai 60mila contribuenti, cui viene applicata la Tari, i modelli F24 precompilati con l’indicazione degli importi e dei dati per poter effettuare i versamenti, sia delle rate, sia del pagamento in un’unica soluzione, quest’ultimo in scadenza il 16 giugno. I bollettini della Tari non sarebbero stati ancora spediti e, a quanto risulta, nemmeno quelli per il pagamento del canone di occupazione del suolo pubblico.
La spedizione dei bollettini, peraltro, appare una delle operazioni più delicate e importanti per consentire a tutti i cittadini di poter ottemperare agli obblighi di pagamento dei tributi locali.
Negli anni scorsi, si erano registrate polemiche e proteste perché le passate amministrazioni comunali non erano riuscite ad inviare in tempo i modelli F24 per i versamenti della tassa sui rifiuti. Per questo motivo, più di una volta, era stato deciso di far slittare la scadenza delle rate.
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