Tari, entro il 31 alla cassa per pagare la seconda rata

21 Maggio 2018

Si avvicina la nuova scadenza della tassa sui rifiuti per 60mila contribuenti Parte la corsa ai versamenti per evitare le sanzioni pari al 30% dell’imposta

PESCARA. Si avvicina un’altra scadenza per i contribuenti. Entro giovedì 31 maggio, migliaia di cittadini si dovranno recare di nuovo in banca o alle Poste per pagare la seconda rata della Tari, la tassa sui rifiuti diventata un incubo per gran parte dei pescaresi.
Superato finalmente il problema dei bollettini che non arrivano, ora non resta che rispettare le scadenze fissate dal Comune per fare i versamenti. Chi non dovesse farlo, rischierà sanzioni fino al 30 per cento dell’imposta da pagare.
Può risultare utile, in proposito, una piccola guida per ricordare da chi è dovuta la Tari, quando si versa e come si calcola l’importo da versare, nel caso in cui i bollettini inviati dal Comune nel marzo scorso non fossero arrivati o risultino sbagliati.
La Tari, innanzitutto, è dovuta da chiunque possegga o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti. Sono escluse dall’applicazione della tassa sui rifiuti aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e aree comuni condominiali.
L’imposta si compone di una parte fissa e una variabile, oltre al tributo provinciale pari al 5 per cento. La tassa viene corrisposta in base a tariffe commisurate all’anno solare. La Tari si può pagare in un’unica soluzione, con scadenza fissata al 16 giugno, oppure in quattro rate di pari importo. La prima è scaduta il 31 marzo scorso, la seconda scadrà il prossimo 31 maggio, poi il 30 settembre e il 30 novembre.
Per effettuare il calcolo dell’imposta da pagare si devono distinguere due categorie di contribuenti, le utenze domestiche, cioè le famiglie e le utenze non domestiche, ossia le attività produttive, commerciali, professionali, artigianali. Le tariffe si compongono di una quota fissa e una variabile. L’importo per le utenze domestiche si ottiene sommando la tariffa variabile con la tariffa fissa moltiplicata per la superficie dell’immobile in metri quadrati. Il valore così ottenuto va poi aumentato del 5 per cento, che è il contributo provinciale.
Più semplice il calcolo per le utenze non domestiche. Si individua la tariffa totale, che è la somma tra la quota fissa e quella variabile, e si moltiplica per i metri quadrati dell’immobile. Dopodiché si aggiunge il 5 per cento. Ovviamente, se si è deciso di pagare a rate, l’imposta così ottenuta dovrà essere divisa per 4.
Tuttavia, sul sito Internet del Comune (www.comune.pescara.it) è a disposizione il Calcolatore Tari che consente di ottenere gli importi e scaricare i modelli F24 compilati per pagare.
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