Tari invariata, verso il rinvio della rata

15 Maggio 2024

Ok al piano economico finanziario. Ma il Pd contesta lo slittamento del pagamento: troppo ravvicinato a quelli successivi

PESCARA. Con 17 sì e 9 astensioni, il consiglio comunale ha approvato il piano economico finanziario che costituisce la base per il calcolo delle tariffe sulla tassa dei rifiuti. L’imposta quest’anno rimarrà pressoché invariata, considerando che come ha spiegato l’assessore ai Tributi Eugenio Seccia, il documento «che ammonta a circa 26 milioni 670 mila euro si discosta da quello dello scorso anno di appena 22 mila euro». Spetta ora ad Adriatica Risorse, che gestisce la riscossione dei tributi, provvedere all’effettivo calcolo per le 86.253 utenze domestiche, e le 12.599 non domestiche presenti in città.
«La rata unica dovrebbe scadere intorno al 15-30 giugno, ma la norma ora consente alla giunta di ipotizzare un rinvio eventuale delle scadenze. L’interlocuzione quindi sarà con Adriatica Risorse, e una volta che avremo il cronoprogramma valuteremo se necessario uno slittamento». È proprio l’ipotetico rinvio che ha generato la prima polemica in consiglio comunale, sollevata dal capogruppo Pd Piero Giampietro. «L’anno scorso c’era stato un cambio della regolamentazione che rese necessario slittare la scadenza. Quando anni fa era stata fissata la scadenza di questo tributo ad aprile lo si era fatto per evitare che si sovrapponesse con altre scadenze. Pensare che tutto possa essere rimandato a dopo l’estate, potrebbe mettere in difficoltà da una parte le casse del Comune e dall’altra le tasche delle famiglie e delle imprese, con 4 rate troppo ravvicinate». L’altra critica è arrivata dal capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola, che ha evidenziato come «il mantenimento del piano tariffario della Tari invariato rispetto all’anno scorso non è certo frutto di una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti, ma la conseguenza di uno stop forzato al sistema di raccolta porta a porta voluto dal centrodestra, che ha dovuto fare i conti con la realtà di un metodo insostenibile che ha provocato solo caos e disagi per i cittadini di Porta Nuova. Dopo tanti proclami sul fatto che questo metodo antidiluviano sarebbe stato esteso a tutta la città entro pochi mesi, ora il sindaco Masci e l'assessore Del Trecco fanno l'ennesimo dietrofront lasciando un disastro a metà. Ma nel piano previsionale per il 2025 compaiono già 600 mila euro di costi in più che ricadranno sulle spalle dei cittadini perché l'intenzione di questa giunta è di portare avanti questo progetto fallimentare».