Tari, inviati 60mila avvisi per pagare entro il 31 marzo

L’assessore Diodati: abbiamo già spedito i bollettini a casa dei contribuenti Ma restano solo tre giorni per versare la prima rata dell’imposta sui rifiuti
PESCARA. È partita la corsa per effettuare il primo pagamento della Tari. Venerdì 31, cioè fra soli tre giorni, i contribuenti si dovranno recare in banca o alle Poste per effettuare il versamento della prima rata. Ieri, l’assessore ai tributi Giuliano Diodati ha fatto sapere che gli uffici del Comune hanno provveduto ad inviare per posta, direttamente a casa dei cittadini, quasi 60mila avvisi di pagamento con i modelli F24 già precompilati. «I contribuenti che non dovessero aver ricevuto i bollettini o dovessero riscontrare degli errori», ha spiegato, «potranno effettuare autonomamente il pagamento, calcolando l’imposta da pagare e compilando gli appositi moduli F24». Nel caso di variazione dei dati dichiarati, da cui emerga un diverso ammontare dell’imposta, andrà presentata una nuova dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui sono intervenute le variazioni.
LE NUOVE SCADENZE. Quest’anno sono cambiate le date per pagare la tassa sui rifiuti. Innanzitutto, i contribuenti hanno la possibilità di dilazionare il pagamento in quattro rate tutte di pari importo. La prima scadenza è quella fissata per venerdì 31 marzo. Poi, si dovrà tornare alla cassa entro il 31 maggio, 30 settembre e 30 novembre. Invece, la scadenza per il versamento in un’unica soluzione è il prossimo 16 giugno.
A CHI SI APPLICA. La Tari deve essere pagata da chiunque possegga o detenga, a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti. Sono escluse le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili e le aree comuni condominiali.
COME SI CALCOLA. L’imposta sui rifiuti si compone di una parte fissa e una variabile e di una percentuale, pari al 5 per cento, che deve essere versata alla Provincia. La parte fissa è determinata tenendo conto del costo del servizio di igiene urbana, come lo spazzamento delle strade; mentre la parte variabile copre i costi del servizio rifiuti integrato, come la raccolta, il trasporto, il trattamento, il riciclo e lo smaltimento. Quest’ultima componente è rapportata alla quantità dei rifiuti prodotti.
Per il calcolo, si devono distinguere due categorie di contribuenti: utenze domestiche, cioè le abitazioni civili; e le utenze non domestiche, cioè le attività produttive, commerciali, professionali, artigianali. Ecco un esempio per le utenze domestiche. Si moltiplica la tariffa fissa per le superfici occupate in metri quadrati, più la quota di tariffa variabile. Alla somma va aggiunto il contributo provinciale del 5 per cento. Il risultato è l’importo della tassa da versare.
Più semplice il passaggio per le utenze non domestiche, per cui viene già indicata la tariffa totale che si deve moltiplicare per i metri quadrati dell’immobile e per il 5 per cento del tributo provinciale.
Bisogna ricordare, in proposito, che nel gennaio scorso il consiglio comunale ha provveduto a modificare le tariffe per quest’anno, determinando in molti casi un piccolo aumento della tassa rispetto al 2016.
COME SI VERSA. L’avviso di pagamento con l’importo dovuto e i relativi modelli F24 precompilati per i versamenti sono stati spediti a casa dei contribuenti.
SANZIONI PER GLI EVASORI. Chi non paga entro le scadenze previste, rischia pesanti sanzioni pari al 30 per cento dell’imposta dovuta. Ma i contribuenti non in regola con i versamenti potranno utilizzare lo strumento del ravvedimento operoso, che prevede sanzioni ridotte se il pagamento avverrà entro un anno dalla scadenza.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

