Tari per negozi, bar e ristoranti: a novembre si pagano due rate

20 Ottobre 2021

Si avvicina la scadenza per effettuare i versamenti di quest’anno e del conguaglio riferito al 2020 L’assessore Seccia: «Chiederò alla società di riscossione di inviare altri bollettini ai contribuenti»

PESCARA. Si avvicina il nuovo appuntamento con la tassa sui rifiuti. Ma per negozi, bar, ristoranti e imprese, il pagamento a novembre sarà doppio. Anzi, triplo. Entro il prossimo mese, i contribuenti dovranno versare due rate di quest’anno e il conguaglio del 2020. Una spesa non indifferente per coloro che hanno deciso di dilazionare i versamenti della Tari.
Le cosiddette utenze non domestiche, infatti, si troveranno a dover pagare la rata di novembre, quella di maggio scorso che era stata rinviata e il conguaglio del 2020, ossia della quarta rata dell’anno scorso sospesa a seguito dell’applicazione di uno sconto.
Tutto è dipeso dall’operazione scattata il 27 maggio scorso, quando il consiglio comunale aveva deciso di far slittare la seconda rata per aiutare le utenze non domestiche in difficoltà economiche a causa dell’emergenza Covid. La delibera, presentata dall’assessore ai tributi Eugenio Seccia, prevedeva delle agevolazioni per le attività soggette a chiusura a causa dell’emergenza sanitaria. In pratica, era stato deciso lo slittamento al 30 novembre della seconda rata della Tari 2021, in scadenza a fine maggio scorso; la sospensione e la proroga anche del pagamento della quarta rata del 2020 sulla quale è stata applicata, sia l’anno scorso che quest’anno, una riduzione del 25 per cento dell’importo della quota variabile. «Questo beneficio», aveva spiegato l’assessore, «rappresenta un effetto di quanto previsto nel decreto del governo Sostegni bis, con cui sono stati stanziati ulteriori fondi in favore dei Comuni per introdurre sconti sulla Tari e agevolazioni sulle bollette».
«Ancora una volta», aveva aggiunto Seccia, «Pescara si dimostra virtuosa nel cogliere le opportunità utili ad alleggerire il peso della fiscalità locale, accollandosi in questo caso un onere finanziario di 1,3 milioni di euro allo scopo di sostenere le partite Iva in un momento molto difficile».
Ora, resta il problema di come far pagare l’eventuale conguaglio alle utenze non domestiche che hanno beneficiato delle agevolazioni. Si dovrà procedere ad un conguaglio detraendo dalla quarta rata, sia del 2020, che di quest’anno, lo sconto del 25 per cento sulla quota variabile. «Non è stato ancora deciso come fare», ha fatto presente l’assessore, «nei prossimi giorni contatterò la nostra società di riscossione, Adriatica risorse, per stabilire un programma. È probabile che procederemo all’invio di nuovi bollettini per il conguaglio, tramite pec o posta tradizionale».