Tari, rischio aumenti con le nuove regole

L’amministrazione comunale costretta a rivedere le tariffe dopo le modifiche alla legge nazionale
PESCARA. Quest’anno la tassa sui rifiuti potrebbe essere più cara. Il condizionale è d’obbligo, perché non sono ancora chiare le nuove regole introdotte dal governo nella Legge di bilancio. Quello che è certo è che tutti i Comuni, quindi non solo quello di Pescara, dovranno rimettere mano alle tariffe sulla base di un nuovo sistema di calcolo che tenga conto non solo della superficie dell’immobile e del numero dei componenti del nucleo familiare, ma anche delle spese sostenute per la pulizia e la raccolta dei rifiuti.
Per ammissione dello stesso assessore alle finanze Eugenio Seccia, l’amministrazione non è stata ancora in grado di determinare l’entità del tributo, perché le nuove regole appaiono di difficile consultazione.
Fatto sta che il rischio di un aumento resta dietro l’angolo per i 65mila contribuenti pescaresi, suddivisi tra famiglie e cosiddette utenze non domestiche, ossia imprese, bar, ristoranti, negozi, uffici, studi, stabilimenti balneari.
Così, il bilancio di quest’anno del Comune è stato già approvato il 30 dicembre scorso, ma senza l’allegato della delibera riguardante la Iuc, ossia l’imposta unica comunale contenente sia l’Imu, che la Tari.
«Faremo di tutto per evitare aumenti della Tari», assicurano gli uffici dell’ente. Ma la verità è che sono ancora poche le indicazioni giunte dall’Arera, cioè dall’Autorità dell’energia e delle reti per l’ambiente.
L’Autorità avrebbe dovuto pubblicare il nuovo metodo tariffario già nei mesi scorsi per consentire ai consigli comunali di approvare le delibere contenenti le nuove tariffe entro la fine dell’anno appena concluso. Ma, evidentemente, non è andata così e ora gli uffici comunali sono in attesa di ricevere maggiori dettagli.
L’obiettivo del governo resta, comunque, quello di introdurre un nuovo metodo tariffario per il riconoscimento effettivo dei costi dei gestione del ciclo dei rifiuti.
Resta, tuttavia, poco tempo a disposizione. Entro la fine di marzo, stando al regolamento comunale ancora in vigore, si dovrebbe versare la prima rata della Tari e per far rispettare questa scadenza ai contribuenti è necessario che Adriatica risorse, cioè la società comunale cui è stata affidata la gestione totale di tutte le entrate locali, si attivi da subito per organizzare l’invio dei modelli F24, necessari per effettuare i pagamenti dell’imposta. Un ritardo nell’invio dei bollettini comporterebbe una situazione di caos, già registrata negli anni passati. (a.ben.)
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