«Tariffe cimiteriali errate Vanno subito annullate»
Pianella, divampa lo scontro sui costi schizzati alle stelle con la gestione privata dei tre camposanti del paese. Il consigliere Di Tonto: provvedimento non valido
PIANELLA. «La determina sulle nuove tariffe cimiteriali non è valida ed è annullabile, in quanto non approvata dalla giunta comunale». Un errore clamoroso, uno scivolone. Così il consigliere d'opposizione Massimo Di Tonto, del gruppo Pianella Amica, definisce l'approvazione delle tariffe, senza il via libera dell'esecutivo, nell'ambito dell'affidamento della nuova gestione privata dei cimiteri di Pianella, Castellana e Cerratina. Una privatizzazione, entrata in vigore nei giorni scorsi, accolta da un coro di proteste, che ha determinato aumenti delle tariffe, sia per i servizi, sia per il costo delle tombe, senza prevedere sconti per i cittadini meno abbienti.
«All'articolo 5, il regolamento cimiteriale di Pianella stabilisce che le tariffe siano determinate con apposito provvedimento di giunta» spiega Di Tonto, «ne consegue che la determina sulle tariffe non è valida». Nel mirino dell'esponente della minoranza finisce anche la mancata introduzione di tariffe agevolate per gli indigenti: «L' articolo 6 dello stesso regolamento prevede che siano erogati servizi gratuiti e agevolazioni, posti a carico del bilancio comunale, a favore delle famiglie bisognose e dei defunti senza parenti. Tali condizioni di gratuità devono essere individuate con apposita delibera e con l'ausilio del servizio di assistenza sociale. Mentre la determina dirigenziale non prevede servizi gratuiti e agevolazioni per indigenti e bisognosi, quindi non è da ritenere conforme al regolamento».
Di Tonto confronta il costo dei loculi applicato fino a pochi giorni fa sulla base della vecchia delibera numero 129 del 2014 con il tariffario introdotto con la recente determina dirigenziale numero 217 del 2016. Tra le voci che hanno suscitato le più vibranti proteste, oltre al cosidetto "dazio doganale" di cento euro per l'ingresso delle salme nel camposanto, spunta il balzello di 117,12 euro, per la sola redazione della scrittura privata di concessione tra il gestore privato e il cittadino che acquista un loculo. C'è poi il costo della rifinitura della lapide a viso corto, che varia da 960,96 a 1.087,68 euro.
«Èda precisare che ai sensi di una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate se i loculi sono concessi direttamente dal Comune, sono esenti da Iva, mentre se concessi da una società privata va applicata l'Iva del 10 per cento» prosegue Di Tonto.
Stesso discorso per i servizi cimiteriali, se offerti dal Comune sono esenti da Iva, se invece erogati dal concessionario privato sugli stessi grava l'Iva al 22 per cento.
Chiaro quindi che i servizi e i loculi forniti dal gestore privato, possono avere un costo finale molto maggiore per i cittadini, anche solo perché è necessario sommare l’imposta sul valore aggiunto. È un fatto che le tariffe a Pianella sono mediamente maggiori di due o tre volte rispetto a quelle degli altri Comuni. Inoltre, aggiunge il consiglkiere di minoiranza in risposta alle affermazioni del sindaco Sandro Marinelli, che nei giorni scorsi ha difeso e giustificiato il progetto di finanza, «la peculiarità di Pianella dei tre cimiteri, non è un caso isolato e non può scagionare l'amministrazione municipale. Difatti, Atri con 10.800 abitanti ha ben quattro cimiteri affidati in gestione al privato, con tariffe che sono però più basse a quelle previste per Pianella».
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