Tariffe dei bus: così l’aumento finanzia la Film Commission

2 Settembre 2024

Tredici consiglieri guidati da D’Amico e una verità scottante, ecco l’atto depositato

PESCARA. Tredici consiglieri di opposizione per una verità scottante. Gli aumenti delle tariffe dei bus, scattati dal primo luglio in Abruzzo e subito finiti al centro di un’ondata di critiche, servirebbero per finanziare la Film Commission.
Se fosse vero, sarebbe clamoroso. Ma per Luciano D’Amico, leader del Patto per l’Abruzzo, e la sua squadra lo è. L’atto politico con cui l’opposizione accusa la maggioranza di centrodestra è dettagliato, e punta alla revoca della delibera proposta dall’assessore ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, con cui la giunta regionale, il 26 giugno scorso, ha approvato il caro-biglietti.
La minoranza in Consiglio regionale ha scelto la formula della “risoluzione”, depositata il 29 agosto scorso in seconda Commissione Trasporti, presieduta da Emiliano di Matteo, capogruppo di Forza Italia. Abbiamo letto le carte in mano alla minoranza, e le spieghiamo.
RINCARI DA FILM.
Il passaggio chiave del documento è quello sulla Film Commission, che potrebbe così finalmente decollare per allettare società di produzione cinematografica a investire in Abruzzo. Partendo, magari, da Indigo e Ht Film che hanno acquistato i diritti dell’Età Fragile, il romanzo cui la scrittrice Donatella Di Pietrantonio ha vinto il Premio Strega.
Ma dietro le quinte di un immaginario set, la politica starebbe girando un altro film che difficilmente sarà digerito dal popolo dei pendolari, lavoratori, studenti o pensionati, alle prese con gli aumenti delle tariffe per il trasporto pubblico locale. Ecco infatti che cosa scrive la minoranza del Patto per l’Abruzzo nella sua risoluzione.
«Con l’aumento del prezzo dei biglietti si rende possibile ridurre il contributo da erogare a sostegno delle aziende concessionarie del servizio di Tpl (Trasporto pubblico locale), così come deciso dalla maggioranza nella seduta del Consiglio regionale del 6 giugno 2024, nel corso della quale venivano stornati 1.600.000 euro per gli anni 2024, 2025, 2026 dalla Missione 10, programma 02, titolo 1 “Trasporti e diritto alla mobilità” a favore della Fondazione Film Commission, e che in tal modo si è posto a carico dei cittadini abruzzesi fruitori del Tpl regionale non il maggior costo di approntamento del servizio, bensì il finanziamento di attività non primarie della Regione Abruzzo».
Il concetto è chiaro. Passiamo alla seconda parte del documento che “rompe” un’equazione aritmetica.
I CONTI NON TORNANO.
La Giunta regionale giustifica l’adeguamento delle tariffe del bus al tasso di inflazione (pari al 20,22%) ma…
Qui entra in scena l’economista D’Amico, capo dell’opposizione in Consiglio regionale ma anche ex presidente della Società unica abruzzese di trasporto che scrive: 1) «Facendo riferimento alla Tua spa (principale società operante nella regione Abruzzo con una quota di mercato che sfiora il 70%), il costo del personale rappresenta circa il 50% del Valore della Produzione e che nel confronto tra i dati relativi all’esercizio 2015 (71.269.398 euro per 1.587 dipendenti) e quelli relativi all’esercizio 2022 (57.669.321 euro per 1.289 dipendenti), si registra una diminuzione da 44.908 a 44.729 euro del costo medio per dipendente».
E sempre riferendosi alla Tua, «il costo del gasolio per autotrazione era pari a 1.719,95 euro/1.000 litri nel 2012, mentre risulta diminuito a 1.710,68 euro/1.000 litri nel 2024».
Tirando le somme, l’opposizione può affermare nella sua risoluzione che l’incremento del prezzo dei biglietti «non appare giustificato dall’andamento dell’inflazione» mentre «appare certamente dannoso e inopportuno per le fasce più deboli della popolazione». Solo così i conti possono tornare.
LA RICHIESTA
D’Amico firma la risoluzione insieme a Silvio Paolucci, Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci, Dino Pepe, Antonio Di Marco e Sandro Mariani (tutti del Partito Democratico); Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini (Movimento 5 Stelle); Giovanni Cavallari e Vincenzo Menna (lista civica Abruzzo Insieme); Alessio Monaco (Alleanza Verdi Sinistra Italiana) e infine Enio Pavone (Azione di Calenda).
L’atto politico impegna il presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, «a revocare la delibera sull’adeguamento delle tariffe del trasporto pubblico locale su gomma, ovvero a ripristinare le tariffe previgenti; e ad avviare, insieme alle altre regioni italiane, un tavolo di confronto istituzionale con il Governo Meloni, con lo scopo di trovare un accordo funzionale all’adeguamento delle risorse statali per il concorso finanziario agli oneri del Tpl, per non scaricare su lavoratori, studenti e pendolari, i maggiori costi legati ai tassi di inflazione».
Ma la replica del centrodestra arriverà a stretto giro di posta. C’è da scommetterci.
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