Tasi, tariffa al 2 per mille «Che salasso per i cittadini»
MANOPPELLO. E' scontro fra maggioranza e minoranza sulla Tasi deliberata dal consiglio comunale. «Per il 2014», spiega l'assessore Romeo Ciammaichella, «la tariffa è stata fissata al 2 per mille,...
MANOPPELLO. E' scontro fra maggioranza e minoranza sulla Tasi deliberata dal consiglio comunale. «Per il 2014», spiega l'assessore Romeo Ciammaichella, «la tariffa è stata fissata al 2 per mille, rispetto al 2,5 previsto dalla legge (il minimo è l'uno per mille), aumentabile di ulteriore 0.8 per un totale di 3.3 per mille. Ci siamo attestati su questa cifra al fine di sopperire a i tagli dei trasferimenti da parte del governo centrale, quantificabili in circa 330mila euro a fronte di ricavi derivanti da Tasi previsti per 282mila euro, producendo una percentuale di copertura dei servizi indivisibili che si attesta intorno al 37%. Sono stati previsti all'interno del regolamento Tasi sgravi per nuclei familiari aventi reddito Isee inferiore a 7mila 500 euro, nuclei familiari con disabili, nuclei familiari numerosi con almeno 4 figlia a carico». Una deliberazione alla quale il gruppo di minoranza non ha partecipato e che reputa davvero gravosa per la comunità manoppellese. «Non si sono resi conto», affermano Fabio Argirò, Giorgio De Luca, Barbara Toppi e Lucio Di Bartolomeo, «che ai manoppellesi si invierà non una bolletta Tasi, ma una vera e propria cartella esattoriale» a fronte della soddisfazione della maggioranza che la reputa equa poiché attestata al di sotto dei limiti (massimi) prevista dalla legge. La maggioranza si è dichiarata disponibile a rivedere a ribasso l'aliquota per il 2015.
«Una beffa», replicano i 4 consiglieri di opposizione ai quali si unisce anche l'ultimo, Roberto Di Renzo, che aveva chiesto - invano - un ribasso del 30 % per quei nuclei familiari che non godono di pubblica illuminazione e adeguata viabilità. «Il 2 per mille è pari al doppio dell'aliquota prevista dalla legge», affermano, «un salasso che peserà sulle tasche dei manoppellesi poiché la tassa non prevede detrazioni fisse come avveniva per l'Imu. Questa differenza farà sì che le famiglie che prima non pagavano l'Imu per via delle detrazioni (200 euro fisse, oltre a 50 euro a figlio) ora dovranno pagare la Tasi, anche in caso di immobili con basse rendite catastali. Avevamo proposto agevolazioni per venire incontro alle famiglie con reddito medio basso: l’esenzione per le famiglie con un Isee inferiore a 7,500 euro e riduzioni per le famiglie con basso Isee con figli a carico e/o composte da over 65enni. In alternativa, una detrazione di 50 euro per ogni figlio a carico di età inferiore a 26 anni, ma le nostre proposte sono state puntualmente bocciate dalla maggioranza».
Walter Teti
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