Tassa comunale bocciata da costruttori e giostrai

Le associazioni di categoria chiedono sconti sull’occupazione del suolo pubblico Le tariffe sono più care di quelle di Roma, ma la commissione è pronta a rivederle
PESCARA. «A Pescara il Canone per l’occupazione del suolo pubblico costa il doppio di Roma». A sostenerlo è l’associazione nazionale dei giostrai e degli esercenti degli spettacoli viaggianti (Anesv-Agis aderente al settore Federturismo di Confindustria), che giovedì scorso era presente con tre suoi rappresentanti durante la seduta della commissione Finanze presieduta da Giuseppe Bruno. La riunione era stata convocata proprio per esaminare il nuovo regolamento del Canone di occupazione del suolo pubblico (Cosap), le cui tariffe in vigore sono state definite troppo care anche dall’Ance, l’associazione costruttori. La settimana scorsa era stato sentito su questo argomento il presidente Marco Sciarra. Giovedì, invece, si è svolta l’audizione di tre rappresentanti dell’Anesv, Antonello Volpi, Fabio Mannello e Massimiliana Tora.
I tre delegati sono stati invitati dopo la lettera inviata al presidente della commissione il 28 gennaio scorso. «La nostra associazione, storicamente maggiormente rappresentativa nell’ambito delle attività di spettacolo viaggiante», si legge nella lettera, «venuta a conoscenza che è in fase di redazione il nuovo regolamento Cosap, chiede di poter partecipare ad una prossima riunione della commissione Finanze, affinché sia concessa alla categoria la possibilità di esporre le proprie idee e considerazioni in merito».
Quindi, sono stati sentiti i tre delegati della sezione interregionale Lazio, Abruzzo, Molise e Sardegna. Le loro richieste riguardano, in particolare, una riduzione delle tariffe per l’occupazione provvisoria del suolo pubblico. Tariffe considerate troppo care. A detta dell’associazione, supererebbero di gran lunga quelle di Roma. Stesse lamentele erano state espresse la settimana scorsa dal presidente dell’Ance. Alcuni costruttori si sarebbero trovati in più occasioni, quando si tratta di occupare il suolo pubblico per qualche mese, nella situazione paradossale di dover versare per la Cosap una cifra addirittura più alta rispetto al costo dei lavori. E a pagarne le conseguenze sono i cittadini che acquistano appartamenti o i condomini che fanno i lavori.
La commissione è pronta a studiare una soluzione che possa soddisfare le varie categorie, modificando le tariffe per le occupazioni temporanee. «Verificheremo se è possibile applicare degli sgravi», ha spiegato Bruno, «ad esempio, si potrebbero prevedere riduzioni per i cantieri edili che svolgono lavori per lungo tempo».
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