Tassa rifiuti, pagamenti nel caos Le prime rate diventano un rebus

Riunione in Comune con i tecnici di Ambiente e Adriatica risorse, impossibile calcolare le nuove tariffe L’assessore Seccia: «Forse i primi due o tre versamenti si faranno con gli stessi importi del 2019»
PESCARA. La tassa sui rifiuti di quest’anno resta un rebus. L’amministrazione comunale non è ancora riuscita a trovare una soluzione alla difficoltà nel determinare le tariffe con il nuovo sistema imposto dal governo. Le istruzioni giunte dal ministero dell’Economia e delle finanze e dall’Arera, ossia dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, sono state giudicate completamente insufficienti dai tecnici per effettuare i calcoli.
IPOTESI ALLO STUDIO. Ieri mattina, si sono svolte ben tre riunioni in Comune dalle quali sono uscite solo delle ipotesi. L’idea, tutta da valutare, sarebbe quella di far pagare ai contribuenti le prime due o tre rate (a marzo, maggio e settembre) calcolate con il vecchio sistema del 2019 per poi effettuare un conguaglio con le nuove tariffe per l’ultima o per le ultime due rate. Per il pagamento in un’unica soluzione, invece, gli utenti dovrebbero versare a giugno il 75 per cento dell’imposta ed effettuare il conguaglio a fine novembre.
RIUNIONI IN COMUNE. Ieri, la questione è stata affrontata in tre riunioni distinte, due delle commissioni Vigilanza e Finanze, presiedute rispettivamente da Piero Giampietro e Salvatore Di Pino e una convocata dall’assessore alle finanze Eugenio Seccia con il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli e i rappresentanti delle società pubbliche Ambiente (rifiuti) e Adriatica risorse (riscossione).
In quest’ultima sono emerse le proposte di effettuare i primi pagamenti con le vecchie tariffe del 2019. «Stiamo affrontando i nodi dell’imminente scadenza di marzo della Tari», ha spiegato Seccia, «l’amministrazione comunale ha deciso di prendere ancora qualche giorno prima di comunicare ai contribuenti tempi e metodi di pagamento della prima rata dell’imposta». «Il limite attuale», ha affermato, «sta nella difficoltà di applicazione della metodologia di calcolo indicata nella circolare Arera, un documento che non brilla certamente per chiarezza. È questa la ragione che, di fatto, blocca l’approvazione del nuovo Piano economico finanziario (Pef) di Ambiente spa».
Seccia ha ora intenzione di rivolgersi all’Anci, l’Associazione dei Comuni italiani, per avere dei consigli al riguardo. «Una cosa mi sento di dire con certezza», ha fatto presente l’assessore, «agevoleremo in qualunque caso la cittadinanza, facilitando i pagamenti e rendendo chiara la procedura per farlo. Allo stesso tempo, vogliamo limitare i disagi ed evitare lungaggini e code».
INVIO DEI BOLLETTINI. Di Pino, durante la seduta della commissione Finanze, ha rilanciato l’idea di far pagare le prime tre rate con il vecchio sistema e la quarta a conguaglio con il nuovo. «In questo modo», ha detto, «dovremo fare due spedizioni dei bollettini ai contribuenti».
In prima mattinata si è svolta anche la seduta della commissione Vigilanza cui era stato invitato il direttore di Adriatica risorse Giovanni D’Aquino. «Non possono essere gli utenti a pagare il clima di incertezza che regna quest’anno attorno alla tassa da versare», ha commentato Giampietro, «nel corso della riunione sono emerse anche delle proposte per aiutare i cittadini, come l’implementazione del pagamento elettronico e una collaborazione con i Caf».
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