Tassa rifiuti, stop agli aumenti Le rate si versano come nel 2019

Ennesima riunione in Comune per decidere come far pagare l’imposta: cambiano di nuovo le regole L’assessore Seccia: «Le norme nazionali sono molto confuse, torniamo ad applicare le vecchie tariffe»
PESCARA. Dietrofront del Comune sulla tassa dei rifiuti. Quest’anno, la Tari si pagherà come l’anno scorso, con gli stessi importi e le stesse scadenze. Dopodiché, si deciderà se fare un eventuale conguaglio a fine anno, nel caso in cui il ministero dell’Economia e delle finanze dovesse imporre agli enti locali il nuovo sistema di calcolo delle tariffe. Sistema che avrebbe dovuto già essere applicato, ma le istruzioni giunte finora dal dicastero e dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) si sono rivelate talmente difficili da mandare in tilt tutti i Comuni d’Italia. Così gli enti, tra cui anche quello di Pescara, sono ricorsi a un fai-da-te sulla tassa dei rifiuti, seguendo ognuno una strada diversa. Ciò ha comportato incertezza tra i contribuenti.
Ieri, l’assessore ai tributi Eugenio Seccia ha convocato di nuovo una riunione con i tecnici comunali e si è poi messo in contatto con gli esperti dell’Associazione nazionale dei Comuni (Anci) per chiedere un loro parere. Alla fine, si è deciso di seguire un percorso diverso, rispetto a quello annunciato appena una settimana fa. In pratica, non si dovranno più pagare le prime tre rate con gli importi uguali a quelli del 2019, o la rata unica pari al 75 per cento di quanto versato l’anno scorso, in attesa di ricevere il conguaglio a dicembre con l’applicazione del nuovo sistema tariffario. Ieri si è deciso che i versamenti si faranno tutti con gli stessi importi e scadenze del 2019. Dopodiché, se il governo dovesse obbligare i Comuni ad applicare il nuovo sistema di calcolo delle tariffe, si potrà procedere al conguaglio.
L’ammontare delle quattro rate, per chi opterà per il pagamento dilazionato, resterà quindi invariato rispetto all’anno scorso, ossia il 25 per cento dell’importo complessivo per ogni rata, con le stesse scadenze del 2019, ossia il 31 marzo, il primo giugno (perché il termine del 31 maggio cade di domenica), il 30 settembre e il 30 novembre.
Stesso discorso per chi sceglierà il pagamento in un’unica soluzione. L’importo non cambierà e la scadenza per pagare resterà fissata al 16 giugno. «Voglio ringraziare», ha detto Seccia al termine della riunione, «il presidente della commissione Finanze Salvatore Di Pino con il quale ho condiviso le scelte per evitare gli aumenti. Se il governo modificasse le istruzioni, di conguaglio si potrà parlare solo nel 2021, in quanto è in discussione in Parlamento un emendamento che scongiurerebbe l’applicabilità di sanzioni».
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