Tassa sui rifiuti, coro di no agli aumenti per il 2018

Confcommercio e Forza Italia contro i ritocchi alle tariffe per famiglie e imprese La delibera, approvata ieri in commissione, va oggi in Consiglio e sarà scontro
PESCARA. Coro di no alla tassa sui rifiuti più salata per il 2018. Ieri, Confcommercio e Forza Italia hanno bocciato le nuove tariffe che prevedono lievi aumenti, sia per le famiglie, che per le cosiddette utenze non domestiche, cioè negozi, uffici, associazioni, imprese, ristoranti, alberghi e stabilimenti balneari. Gli aumenti per le famiglie sono in media di 10 euro (si vedano gli esempi pubblicati nella tabella qui a fianco). Le nuove tariffe, pubblicate ieri dal Centro, sono contenute in una delibera che è stata approvata ieri dalla commissione Finanze, presieduta da Giuseppe Bruno. Oggi approderà in aula insieme al bilancio di previsione e al Piano triennale dei lavori pubblici, già varati nei giorni scorsi, sempre dalla commissione.
Ma se sul bilancio sembra esserci la volontà del centrodestra di collaborare con la maggioranza per l’approvazione in tempi rapidi, lo stesso non si può dire per le nuove tariffe della Tari. Il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli ha espresso la propria «netta contrarietà all’ennesimo aumento della tassa sui rifiuti». Lo stesso ha fatto la Confcommercio con il suo presidente Franco Danelli. «Apprendiamo oggi (ieri, ndr) dalla stampa», ha detto il responsabile dell’associazione dei commercianti, «che il Comune avrebbe intenzione di portare in consiglio comunale un provvedimento, in materia di Tari, che prevede ulteriori aumenti alle tariffe. Tariffe che graveranno sulle attività economiche e che già sono fra le più alte a livello nazionale». «Chiediamo al sindaco un immediato dietrofront», ha affermato Danelli, «su un provvedimento che va a penalizzare ulteriormente le piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi, in un momento di grande difficoltà legato alla riduzione dei consumi».
«Ci saremmo aspettati invece», ha fatto presente il responsabile della Confcommercio, «proprio in considerazione del grave momento di crisi attraversato, una riduzione delle tariffe in linea con il percorso che avevamo cominciato a fare con gli ex assessori Bruna Sammassimo e Adelchi Sulpizio, tendente a riportare le tariffe gradualmente verso importi più sopportabili per le imprese».
Poi Danelli è entrato nel dettaglio degli aumenti. «Le tariffe», ha osservato, «previste per ristoranti e pizzerie che andrebbero a superare i 18 euro a metro quadrato, o per bar, ortofrutta e pescherie che andrebbero a superare i 15 euro a metro quadrato, sono spropositate e insostenibili per le imprese. Le stesse che già oggi lamentano un eccessivo carico della finanza locale». Da qui una serie di richieste dell’associazione al Comune: «Ridefinizione delle superfici tassabili per le attività non domestiche; detassazione di superfici per le attività che producono rifiuti speciali o pericolosi non assimilabili agli urbani, come ristoranti, friggitorie, gastronomie, pub; applicazione dei coefficienti minimi alle categorie più penalizzate dalla Tari (ristoranti, bar, ortofrutta, pescherie, fiori, pizza al taglio), applicando coefficienti più elevati a carico di altre categorie che, con il passaggio alla Tari, hanno avuto tariffe ridotte rispetto al passato (banche, ipermercati, studi professionali, magazzini)».
Forza Italia, invece, ha preannunciato battaglia in consiglio contro gli aumenti. «Parliamo di un’autentica stangata», ha fatto presente Antonelli, «non di pochi spiccioli, ma un’impennata del 5 per cento della tariffa per le famiglie, ossia le utenze domestiche, e del 7 per cento per le attività commerciali, cioè le utenze non domestiche». «Un aumento», ha sottolineato, «cui peraltro non corrisponderà un miglioramento dell’attuale servizio. Secondo l’assessore Paola Marchegiani, il nuovo salasso servirà per incrementare la quota della raccolta differenziata». «Vogliamo sapere», ha concluso, «quando la tassa smetterà di crescere e i pescaresi potranno raccogliere i frutti dei loro sacrifici vedendo scendere le tariffe. Sino a quel momento, non saremo disposti ad alcun dialogo con l’amministrazione Alessandrini».
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